Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Un sepolcro nella cappella del SS.mo Rosario nel Duomo di Bracciano

Castello e il borgo antico di Bracciano

Il castello e il borgo antico di Bracciano.

Lorenzo Corsini figlio di Filippo (1706-†1767), e fratello di Maria Vittoria (1732-†1797), moglie di Livio II (1725-†1805) Odescalchi, nacque il 26 novembre 1730. Mentre era ancora in fasce fu iscritto all’Ordine Militare dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta e suo zio, papa Clemente XII (1730-1740), gli conferì il ricco Priorato di Pisa. Questa nomina suscitò diverse proteste da parte del Gran Maestro dell’Ordine, ma rimasero tali, perché Frà Lorenzo rimase Priore di Pisa per tutta la vita.
Quando nel 1765 il Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena (1747-†1792), prese possesso dello Stato di Toscana, Lorenzo Corsini fu nominato Cavallerizzo maggiore, e nel 1766 fu mandato a Madrid come ambasciatore per comunicare al re di Spagna l’avvenuta salita al trono di Toscana da parte di Pietro Leopoldo; invece l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena (1741-†1790) lo elesse Consigliere intimo. In seguito nel 1769, la Granduchessa Maria Luisa di Borbone-Spagna (1782-†1824), e regina d’Etruria lo nominò suo Maggiordomo maggiore. Visse a Firenze, fu mecenate e iscritto nell’Accademia della Crusca e a quella degli Etruschi di Cortona. Abbandonò Firenze quando nel 1798 fu occupata dalle truppe francesi, e andò ad abitare a Vienna, dove morì il 18 gennaio 1802.

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Bracciano e il lago

Come leggerete nei due documenti del 24 e 25 febbraio 1802, appresso trascritti: dopo la sua morte, ‹‹il cadavere della chiara memoria di Frà Lorenzo Corsini, nobile patrizio romano, e Gran Priore dell’Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Malta›› fu messo in una cassa e trasportato a Firenze; da qui però, il suo erede, il principe Tommaso Corsini (1767-†1856) la fece trasportare a Bracciano. Il feretro arrivò al Ponte del Parente (sopra il Fosso del Diavolo, loc. Carraccia) e da lì in gran pompa, ‹‹con il suono mortorio di tutte le campane››, procederono in processione verso la città tutte le Confraternite, i Padri Agostiniani, i Cappuccini e il Capitolo della Collegiata. Poi con il consenso di Baldassarre II (1748†1810) Odescalchi duca di Ceri, cugino del principe Corsini, la cassa fu portata nella Chiesa collegiata di Santo Stefano dove si svolse la cerimonia funebre. Infine fu tumulata, nella cappella della Venerabile Madonna del SS.mo Rosario, ‹‹precisamente nell’angolo in Cornu Evangelii››, cioè a sinistra dell’altare e poi ricoperta e murata, ‹‹con muro fatto di testa di mattoni››, dal mastro muratore Nicola Sala. Come si legge nel documento, ‹‹li infrascritti Signori Arciprete, e Canonici›› della collegiata di Santo Stefano, promisero al principe Tommaso Corsini che la salma di Frà Lorenzo sarebbe rimasta là ‹‹in forma di deposito›› e di restituirla ad ogni sua richiesta.

stemma famiglia corsini

Stemma famiglia Corsini

Per ora non sappiamo se la famiglia Corsini abbia fatto riesumare le spoglie di Frà Lorenzo per trasportarle e tumularle nella loro cappella a San Giovanni in Laterano; se così non fosse, a futura memoria ricordate questi documenti. Potrebbe accadere un giorno che in quella cappella, dove si trova la ‹‹Pala Orsini››, vengano trovati, magari facendo dei lavori, quei resti umani; allora si dovrà scrivere che non sono di un Orsini ma di un Corsini.

Trascrizioni

In Nomine Domini amen

24 febbraio 1802

Trasportatosi dal Rev.mo Signor Canonico Don Angelo Callegari, dalla metropoli di Vienna alla città capitale di Firenze, il cadavere della chiara memoria di Frà Lorenzo Corsini, nobile patrizio romano, e Gran Priore dell’Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Malta, posto e collocato dentro una cassa di legno di abete, lunga palmi due, e due quarti di passetto romano, ed alta palmi tre, con quattro fasce di legno nel mezzo dalla parte di sopra e con il motto Oben=; fu ivi il detto cadavere in detta cassa collocato dal medesimo signor canonico lodato, e consegnato al Rev.do Signor Don Antonio Balduini, figlio del fu Andrea romano, cappellano della Ecc.ma Casa Corsini, come il medesimo Cappellano asserisce, il quale avendo in seguito trasportato, e fatto trasportare con la di lui presenza, ed [] accompagnò dalla città di Firenze il riferito cadavere fin alle vicinanze di questa ducale città di Bracciano, Diocesi di Sutri, e specialmente fin al Ponte del Parente, distante dall’abitato circa un quarto di miglio; è stato sotto questo medesimo giorno, con il suono mortorio di tutte le campane, e colla più possibile pompa funebre, colà andato a prendersi da tutto il Rev.mo Capitolo di questa insigne Collegiata, e Parrocchiale chiesa del Glorioso Protomartire Santo Stefano, unitamente con li RR. PP. Agostiniani, e Padri Cappuccini, et con anche le Confraternite, da dove in seguito è stato processionalmente accompagnato, e portato nel Portico di detta Insigne Collegiata Parrocchiale chiesa, colla presenza, ed assistenza del suddetto Signor Cappellano sacerdote Don Antonio Balduini a me cognito, il quale alla presenza di me notaro, e testimoni infrascritti, nello stesso Portico ha consegnato, e consegna alli Rev.mi Signori Arciprete, e Canonici di detta Insigne Collegiata chiesa, a me ben cogniti ivi presenti, il riferito cadavere della chiara memoria Frà Lorenzo Corsini, Gran Priore suddetto, esistente nella di sopra descritta cassa, che riconosciutasi, e misuratasi, è stata ritrovata in conformità della descrizione sopra fatta, al fine di doversi dai medesimi Signori Arciprete, e Canonici collocata dentro della stessa di loro chiesa, e tumulato in luogo a parte, conforme in seguito sia della ridetta cassa che del luogo, formale, ed attenta descrizione etc., e non altrimenti; con doversi per altro ritenere il riferito cadavere dai menzionati Signori Arciprete, e Canonici, in forma di deposito, e a disposizione di Sua Ecc.za il Signor Principe Don Tommaso Corsini di lui nipote, et erede, e fintanto che parerà, e piacerà al medesimo signor Principe di farlo tumulare altrove, e di restituirlo, e riconsegnarlo ad ogni di lui richiesta, conforme li medesimi Signori Arciprete, e Canonici dichiarano così di averlo ricevuto, et moderate pectore more, promettono, e si obbligano ritenerlo, e restituirlo ad ogni richiesta come sopra, e ne hanno fatto, e fanno sia a favore del divisato Cappellano Signor Don Antonio Balduini, che del lodato Signor Principe Corsini. Quietanza non solo a Sua … .
Seguita dunque una tal consegna, e rispettiva quietanza, immediatamente il riferito cadavere, fu portato dentro la chiesa, e deposto in luogo elevato avanti l’altare maggiore, ove gli furon fatte le consacrate esequie.

stemma dell'ordine di malta

Stemma dell’Ordine dei Cavalieri di Malta

Actum Bracchiani in Porticu praedicata Insignis Collegiatae Parrocchialis Ecclesiae Divi Protomartjrum Stephani iuxta ibidem presentibus, audientibus, ac bene intelligentibus DD. Carolo Vitazzi fil quondam Bernardini bracchianensi, et Venantio Caporioni fil quondam Sanctis de Visso Spoletana diocesis incola Bracchiani testibus ad praemissa omnibus, et singula habitis, vocatis specialiter, atque expresse rogatis.
Ego Philippus Jacobus Sfodera civis Bracchianensis publicus Dei gratia, Apostolica aucthoritate notarius … .

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Pala Orsini

Pala Orsini nella cappella della Madonna del SS.mo Rosario

In Nomine Domini amen

25 febbraio 1802

Personalmente esistenti avanti di me notaio, e testimoni infrascritti, in questa Insigne Collegiata, e Parrocchiale chiesa del Glorioso Protomartire Santo Stefano della città ducale di Bracciano, Diocesi di Sutri, li Rev.mi Signori Arciprete, e Canonici della medesima a me ben cogniti; Li quali inerendo alla consegna sotto il giorno di ieri fatta a loro medesimi del cadavere della chiara memoria Frà Lorenzo Corsini, nobile patrizio romano, e Gran Priore dell’Ordine Gerosolimitano de’ Cavalieri di Malta, dal molto R.do Signor D. Antonio Balduini, Cappellano della Ecc.ma Casa Corsini, esistente tutt’ora dentro la cassa già descritta sotto l’istesso giorno di ieri, i quali terminate le solenni esequie dell’officio de’ morti, e messa parata, ed altro ordinate da Sua Ecc.za il Signor Don Baldassarre Odescalchi duca di Ceri, la medesima cassa con lo stesso cadavere dentro inchiodata, e sbarrata con quattro fasce di legno, in cui esiste, come asserì, ed asserisce il detto R.do Signor D. Antonio Balduini, hanno fatto trasportare, e collocare nella Venerabile Cappella della Madonna SS.ma del Rosario di questa stessa Collegiata e Parrocchiale chiesa, e precisamente nell’angolo in Cornu Evangelii di detta Venerabile Cappella, che sopra due zoccoli di legno alla presenza di detto R.do Signor Balduini è stata ivi posta, e che da piedi va a terminare verso l’altare, e da capo con la balaustra, e così in detto sito tumulata è stata in seguito la detta cassa ricoperta, e murata da mastro Nicola Sala, intorno intorno con muro fatto di testa di mattoni. Qual cadavere li infrascritti Signori Arciprete, e Canonici, moderate pectore more, hanno promesso, e promettono ritenere in forma di deposito, e di restituire ad ogni richiesta dell’Ecc.mo Signor Principe D. Tommaso Corsini, ed in tutto, e per tutto a tenore della consegna del prefato cadavere ai medesimi sotto detto giorno di ieri, fatta dallo stesso R.do Signor Balduini, e come dall’istromento da me rogato al quale etc. e non altrimenti.

Super quibus omnibus et singulis praemissis, tamquam rite, recte, valide, atque legittime gestis, et factis petitum fuit a me notaio pubblico infrascritto ut unum sive plura instrumentum seu instrumenta publica conficere, atque traderem, et prout opus fuerit et requisitus ero.
Actum in supradicta Ven. Collegiata Parrochiale Ecclesia Sancti Stephani, ibidem praesentibus, audientibus, ac bene intelligentibus DD. Joanne Baptista de Angelis fil quondam Josephi, et Joanni Montolli fil quondam Josephi, ambobus de Bracchiano Sutrinae Diocesis, testibus ad praemissa omnia, et singula habitis, vocatis specialiter, atque rogatis.
Philippus Jacobus Sfodera civis Bracchianensis publicus Dei gratia, et Apostolica auctoritate notarius … .

altare cappella ss.mo Rosario

Altare della cappella della Madonna del SS.mo Rosario

Segnature:

ASR, Notai di Bracciano, notaio Filippo Giacomo Sfodera, b. 202, cc. 459-460 e 496, 1802.
Passerini Luigi, Genealogia e storia della famiglia Corsini, pag. 181-182. Firenze 1858.

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 29, 2020 da in Uncategorized.
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