Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Zingari nel territorio di Bracciano

Gli Zingari nel territorio di Bracciano

Un tema sempre attuale. Anche allora come oggi, alcuni Zingari vivendo di espedienti illegali venivano perseguitati e cacciati continuamente. Allora andavano girovagando con carri trainati da cavalli, sostavano in luoghi sempre nascosti e lontano dagli abitati. Si riunivano e dormivano dentro le capanne. I Sinti provenivano dall’India e furono i primi ad arrivare in Italia (1400 circa). Erano di gruppi diversi ed ogni gruppo prendeva nome dal loro mestiere, come per esempio i calderari (kalderasa) o allevatori di cavalli (lovara).

Fattori,Accampamentodizingari

Questi che nel 1600, durante il ducato di Virginio Orsini, vennero a sostare nel territorio di Bracciano, erano certamente Sinti; però come si legge, il loro mestiere, almeno stando al documento, era quello di dedicarsi al furto.
La zona in cui sostarono era fitta di boschi, tra le località di Manziana, Oriolo e Bracciano, lungo il fosso di Boccalupo. Dobbiamo comunque ricordare che qui, a parte gli Zingari, fu sempre un luogo dove sistematicamente si nascondevano o si facevano nascondere malviventi e banditi.

 

bracciano fosso di boccalupo

Fosso di Boccalupo (Bracciano)

Trascrizione

Ill.mo et Ecc.mo Sig.re et Padrone Colendissimo,
Mi fu riferito hieri da un camerale mandato per queste bande da Monsignor Governatore di Roma, come contro ladri, banditi, assassini, et simili, che havevano da trattare alcuna cosa d’interesse di questo Tribunale, et che perciò mi chiedeva che io li mandassi il logotenente del Bargello, et anco lo favorisse de agiunto, perla prosecuzione di questi interessi. Onde io mandai il Bargello verso l’Oriolo, dove egli era, et trattò con loro di certi Zingari, che vanno rubando, et assassinando à strada per il paese, et unitosi il Bargello seco, trovarono, che cinque Zingari al Fosso di Boccalupo, havevano fatto capanne, et tende sopra questa giurisditione, et de là dal fosso sopra giurisditione di San Giovanni, havevano le grotte, dove ascondevano le robbe rubbate; datoci caccia a detti Zingari, ma non li presero; guastaro le capanne, et poi condusse questo commissario gli animali, et altre robbe loro, tra le quali stavano anco molte lime sorde, et altri instromenti da ladri, à San Giovanni dove li lasciò in consegna, et qui mandò quattro Zingare in prigione, delle quali dice che farebbe trattare a V.S. da Monsignor Governatore per haverle, di che io starrò aspettando ordine da lei, prima che le [ … ] et perché in questo atto s’è scoperta la mala natura di questi tristi, et intanto financo che eranno ancho a Campagnano, ne praticavano alcuni altri, che si disperdono nelli Stati convicini a fare, i latrocini, mi è parso caso degno dare notitia a V.E., prima che i camerali se risolvino di dar lor [ … ] il fatto come [ … ] possa risolver V.E. quella che [ … ] apparisce migliore ò di bandirli dallo Stato, ò di fare altro, et a me comandarne l’esecutione, che io, farrò tutto prontamente, con che fine humilmente [ … ], di Bracciano alli 14 maggio 1601.
A V. E. Ill.ma

Humilmene et  …
Bartolomeo Perelli

bracciano grotte enara (2)

Grotta Renara (Braccian)


Il documento proviene dall’Archivio Storico Capitolino

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 9, 2019 da in Uncategorized.
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