Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

La Collegiata di S. Stefano a Bracciano e i fulmini

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La Collegiata di Santo Stefano e i fulmini

 

La caduta dei fulmini è uno dei fenomeni naturali più frequenti; sono impressionanti e formidabili; un lampo, un gran fragore e a volte il temporale; sono spettacolari, ci affascinano ma nello stesso tempo incutono paura e ci nascondiamo. Oggi la loro potenza devastatrice è meno frequente, ma un tempo era causa d’incendi e morti.

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I campanili con le loro croci all’apice attiravano facilmente i fulmini e spesso seguiva l’incendio e la distruzione del campanile, della chiesa e a volte delle case circostanti. Fortunatamente nel 1752 il fisico statunitense Beniamino Franklin sperimentò a Parigi, con successo, il primo parafulmini che, perfezionato negli anni successivi, permise così di salvare persone e cose.

 

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Campanile della Collegiata di S.Stefano

 

In questo articolo, che va letto con gli altri collegati alla Collegiata di Bracciano, elenco alcuni accidenti causati dai fulmini che provocarono danni al campanile del duomo di Santo Stefano Protomartire. Il primo, accertato da un documento (Appendice I), accadde il 2 febbraio 1605; un fulmine molto energico colpì l’antico campanile piramidale, come lo possiamo vedere in un affresco dei fratelli Zuccari, lesionandolo completamente; poi non esaurita la sua energia procurò altri danni nell’interno della chiesa. Ovviamente, come potete leggere negli articoli collegati, si dovette procedere al rifacimento di un nuovo campanile; successivamente il campanile fu reso più leggero mettendo all’apice un cupolino, come lo si vede ancora oggi.

 

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Il campanile nell’affresco dei fratelli Zuccari (Castello)

I

 

Un’altra potente folgore cadde sul Duomo nel 1681. L’evento è ricordato una lapide di marmo (Appendice II), affissa nel quarto pilastro della navata destra, di fronte alla cappella dove è conservata la macchina processionaria del SS. Salvatore.

La lastra di marmo, come da epigrafe, fu posizionata nel 1681, al tempo del ducato di Flavio Orsini mentre erano al governo della città i Priori: Agostino Coletto, Alessandro de Balestris e Andrea Camerano.

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Il campanile dipinto nel cabreo del Piaggesi

 

Lo stemma ci rivela che venne fatta murare dalla Comunità di Bracciano, a ricordo del fulmine che cadde il giorno 14 agosto 1681 durante la messa solenne per il SS.mo Salvatore e che per puro miracolo nessun fedele rimase ferito. Qui devo ricordare quanto scritto in altro articolo: il giorno 13 dello stesso mese ed anno, tale evento capitò anche nella chiesa degli Agostiniani dove quel giorno era esposto il SS.mo Salvatore, che come consuetudine là era stato portato per stare vicino a Sua Madre (Santa Maria Novella). Anche qui, con la chiesa piena di fedeli, ma la veemenza del fulmine miracolosamente non fece male a nessuno.

 

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Stemma Orsini nell’interno della Collegiata

 

Due fulmini in due giorni! Le cose, come da racconto scritto, andarono così, però è da sapere che allora per la festa del Santissimo Salvatore i canonici della Collegiata e i frati Agostiniani erano sempre in continua rivalità e dissenso. Il motivo dei dissapori risiedeva sul possesso delle tavole del SS.mo Salvatore che ognuno rivendicava. Purtroppo, per mancanza di fonti documentarie, ancora oggi sappiamo ben poco sulla loro storia precedente al miracoloso ritrovamento, pertanto non possiamo sapere chi, tra preti e frati avesse ragione.

 

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Stemma della Comunità di Bracciano

 

Comunque tornando alla lapide, questa commemora solo il fatto del 14 agosto, ed è scritto che la Comunità rimarrà perennemente grata al SS.mo Salvatore e Sua Madre per aver protetto i cittadini dal fulmine, quindi a ricordo di quel giorno, ogni anno in perpetuo, concede una torcia di tre libbre e un doppio d’oro.

 

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Macchina processionale del SS.mo Salvatore

 

 

La quinta cappella a destra nel Duomo di Bracciano è dedicata a Santa Maria Liberatrice. Questa fu fondata, insieme alla confraternita dello stesso nome nel 1662, dalla duchessa Ippolita Ludovisi (1623-†1674), moglie di Flavio Orsini, quinto e ultimo duca di Bracciano; nel 1687 il Duca, nella parete sinistra della cappella, per commemorare sua moglie ma anche in conformità di un lascito testamentario, vi fece costruire il monumento funebre [il suo corpo è sepolto nella tomba della famiglia Ludovisi nella chiesa di Sant’Ignazio da Loyola a Roma]. Anche quì, poiché l’epigrafe sul marmo nero presenta dei danni che rendono illeggibile il testo, si dice che la causa è stata la caduta di un fulmine.(Appendice III).

 

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Monumento funebre della duchessa di Bracciano Ippolita Ludovisi Orsini

 

Successivamente, è documentata un’altra memoria scritta dall’arciprete Marcantonio de Balestris dove si legge che fece fare un restauro al campanile colpito due volte da un fulmine il 29 aprile 1692; e così riportato: *‹‹ Il 29 aprile dopo il restauro della nostra torre campanara colpita due volte dal fulmine, questo giorno infine fu innalzata e benedetta una croce sopra la palla da me arciprete Marcantonio de Balestris e decorata con sacre reliquie e immagini e monete, per ricordare in futuro la sollecitudine della nostra Comunità. Lo stesso giorno dell’anno passato parimenti la campana media fu collocata nel suo posto, fusa di nuovo, da me Arciprete ››. Poi leggiamo ancora che: *‹‹ … in data 1705 vengono effettuati pagamenti per un totale di 12 scudi ai muratori Lorenzo Levati e Tomaso Borri per rimature pietre alzate dal fulmine alle tevole del campanile››. Altre folgori caddero sempre sul campanile nel 1742 e nel 1752. Poi come abbiamo detto nel 1752 fu inventato il parafulmine, che forse venne installato solo dopo il 1854, allorchè il Capitolo del Duomo di Santo Stefano chiese alla famiglia Odescalchi un contributo per impiantare dei parafulmini a protezione del campanile.
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Appendice I

Il primo documento è una lettera nella quale Martino Mastricio, presbitero della chiesa Collegiata di Santo Stefano ed anche notaio di Bracciano (1594-1613), racconta al duca Virginio Orsini quanto accadde il giorno 22 febbraio 1605. Mentre stava celebrando un matrimonio cadde un fulmine così potente da far vacillare l’intero campanile, e la palla con la croce sopra caddero insieme al loro supporto piramidale di pietra viva; questi precipitando sfondarono il tetto e si fermarono solo alle fondamenta. La folgore poi, proseguendo scaricò tutta la sua energia sulla Tribuna e distrusse alcuni scalini. L’evento turbinoso fortunatamente lasciò indenni i presenti ma provocò seri danni all’intero campanile tanto che doveva esser messo in sicurezza. Quindi l’Arciprebitero, mentre informa, chiede al Duca di mettergli a disposizione dei travi molto lunghi, così da poterlo riparare momentaneamente altrimenti rischiava di collassare.
Segnatura: ASC, A.O., I serie, b. 226, lettera 0220.

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Stemma notarile dell’Arciprete e notaio Martino Mastricio (Campo di azzurro, barra d’oro, anguilla d’argento, luna rossa e struzzo del suo colore). In ASR, notai di Bracciano.

 

Trascrizione

Ill.mo et Ecc.mo Signore
Nel colmo di quelle molte tribolazioni che sogliono sopraffare chi ha molta fortuna, et bisognoso, come son io per la mia Chiesa, faccio reverentia a Vostra Eccellenza con darli conto di un nuovo accidente domenica prossima passata, che mentre celebravo messa a due sposi nell’Altar Maggiore, cascò il folgore, cominciando a percuotere la Croce del campanile, quella portando via insieme con la sua palla, et una grossa piramide di pietra viva; conficcata sopra di una casa ruinando tutto il tetto penetrò fino alle fondamenta di esso campanile percuotendolo, et ruinandolo di fuori, et di dentro che appena si sostiene la cupola per le molte chiavi che la sostengono; in uno stesso tempo si rivenne all’Altare, dove io stavo celebrando, appunto nel voltarmi per dare la benedizione al popolo, percosse una buona parte della Tribuna nel corno del Vangelo, si sprofondò nelle scale di detto altare, lasciandole rotte, e voltate sossopra, con tanto spavento, e tremore di tutto quel popolo senza pure offendere ciascuno, perché tanto dono si è ricevuto dalla misericordia di Sua Divina Maestà, affinchè l’Eccellenza Vostra puol considerare in che vedovanza è rimasta questa sua povera Chiesa Matrice, per la quale vengo con questa mia a supplicarla a degnarsi haverla per[…], et intanto si compiaccia di ordinare qua a suoi Ministri, che si possa far fare 4 travi longhi alle selve, per appuntare il campanile fin tanto che si provvederà di dar principio a restaurarlo, acciò non vada in terra il rimanente; con che fine, similmente mi raccomando nella sua buona grazia, e Dio Nostro Signore la prosperi.
Di Bracciano a dì XXII di febraro 1605.
A Vostra Eccellenza Illustrissima, humilissimo servitore, et vassallo Martino Mastricio Arciprete.

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Appendice II

Sul quarto pilastro della navata di destra del Duomo di Bracciano, vi è una lapide con lo stemma di questa Comunità datata 1681, è di marmo bianco e dove sta lo stemma misura 40×85, mentre la lapide misura 55×92.
Descrizione: Sopra una lapide di marmo bianco rettangolare recante un’iscrizione, vi è una lastra rettangolare di dimensioni inferiori su cui è scolpito a rilievo, entro un ovale, lo stemma di Bracciano (braccio con la mano che tiene una rosa).

 

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Lapide addossata nel quarto pilastro della navata destra della Collegiata

 

Trascrizione dell’epigrafe

Salvatori Iesu, beatissimeque Virgini Matri /
grates perennes agere intendit hoc marmore /
Bracciani populos /
incolumis servatus ab ictu fulminis /
intempestive dilapsi die XIV augusti MDCLXXXI. /
In huius sacratissima imaginis asportatione solemni /
in cuius tanti beneficii memoriam concordi sancitum est /
concilio trium aureor et unius intorticii tributus /
exiguunt sed cordiale quotannis die XIV augusti /
in eiusdem SS. Imaginis expositione positam. /
Flavio I Ursino Bracciani Duce. /
Augustino Coletto, Alessandro de Balestris, Andrea Camerano Priori.

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Appendice III

La quinta cappella della navata destra nel Duomo di Bracciano è dedicata a Santa Maria Liberatrice; a destra di questa vi è il monumento funebre di Ippolita Ludovisi Orsini del 1687, in marmi policromi, misura 350×200 circa ed ha un’epigrafe quasi illeggibile causa il tempo ed un fulmine che colpì la cappella.
Descrizione del monumento: Sopra uno zoccolo di stucco si elevano quattro pilastrini abbinati di fior di persico che sostengono un timpano triangolare spezzato che racchiude un medaglione in marmo bianco col ritratto a rilievo della defunta. Nel centro, fra i pilastrini, vi è un’urna un poco aggettante, con collocato sopra un teschio con due tibie incrociate. Sopra un drappo in marmo nero con l’iscrizione e lo stemma araldico partito, a destra degli Orsini a sinistra i Ludovisi.

Trascrizione dell’epigrafe

Dom … Summa Hippolitae Ursinae Prud … itur … ha .. de .. /
sacellum … rexit … divae … in animarum pur … acium dic .. /
suppellectilia prae … vit mille aureorum dotem aere pro-
prio e stipite attribuit duarum missarum hebdo madalium o-
nere iniuncto et laicali confraternitati comendavit quis ergo /
non asserat tanto stipendio non sibi comparasse pa-
radisum ut discant mortales tam nobile virtutis exsemplu /
imitari Flavio Ursini Bracciani Dux V ad perennitatis mo-
numentum hoc lapidem fastigium coniugi suae chirissimae /
construi et aic esponi mandavit anno Sal. MDCLXXXVII.


 

* Bibliografia

Buonadonna L., Archivio della Parrocchia di S. Stefano di Bracciano, Tesi di laurea, A.A. 2005-2006

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VISITATE IL MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO DI BRACCIANO

 

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 6, 2019 da in Uncategorized.
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