Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Flavio Orsini V duca di Bracciano, un elogio

Nascita, e Virtù del Serenissimo D. Flavio Orsino Duca di Bracciano, e Santogemini

 

flavio

Sempre in un registro d’istrumenti della Famiglia Orsini ho trovato questo elogio, scritto probabilmente dopo il 1717. Il testo, in poche righe, celebra le lodi di Flavio Orsini ultimo Duca di Bracciano. Qui viene ricordato come il Signore che subì il peso degli affari ormai irrecuperabili dello Stato e che, per alleggerire questi problemi, si rifugiò negli studi di filosofia, poesia e musica, ma senza disdegnare la pittura, la scultura e l’architettura. Qui troviamo tracce che vanno a giustificare queste lodi, in verità appartenute anche ad altri della famiglia Orsini, come al fratello Lelio, allo zio Paolo Giordano II, alla nonna Flavia Peretti Damasceni e ai bisnonni Paolo Giordano I e a Isabella de’ Medici.

Trascrizione

La chiara memoria del Signor Duca Flavio Orsino figlio del Signor Don Ferdinando Orsini Duca di Bracciano, e San Gemini, nacque nell’anno 1620.
La madre fu la Signora Donna Giustiniana Orsina, unica figlia et erede universale del Signor Gio: Antonio Orsino Duca di Santogemini e di Montelibretti, Principe di Nerola, e di Scandriglia.
Il detto Duca Don Flavio Orsino ebbe per prima moglie la duchessa Ippolita Ludovisij nepote di Gregorio XV.
Fù Principe Capo della Famiglia Orsina, Principe del Soglio Pontificio, Duca di Bracciano, e suoi castelli annessi; Duca di Santogemini, e di altri castelli in Sabina, fù Principe di Nerola, e di Vicovaro, e fù capo della nobilissima, antichissima, et inclita Famiglia Orsina, come è stato sempre trattato, e riconosciuto da tutti, anco dalla Sede Apostolica et Signatura dalla S.M. di Clemente X nel Breve dell’eretione del Monte Orsino, eretto nell’anno 1671 con queste parole «Nos volentes filium nobilem virum Flavium Ursinum modernum Bracciani Ducem à maioribus suis, non degenerem, et Caput Familiae Ursinae inter omnes alias de Sede Apostolica benemeritae, aliquo speciali prosegui favore etc.».

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Fù Signore incomparabile nelle Virtù, e specialmente nella Filosofia naturale, Poesia, e Musica, quali per l’opportuno interrompimento dellì Affari del suo Stato e delle Scienze più alte, servivano a questo Signore per profittevoli compagne alle operazioni.
Ma benché immerso nelle più elevate discipline, si dimenticò di riguardare quelle altre, men signorili, come è la pittura, scultura, et architettura, come attesta il nobilissimo studio di quadri, di medaglie, di cammei, et altre gioie pretiose, lasciate nel suo studio nel Palazzo di Pasquino, come afferma il Maffei nel libro intitolato «Gemme antiche figurate» di Leonardo Agostini, p.a 2 fol. 28 e fol. 29 n° 50 et 53, con queste parole: «Il cameo di cui si è ritratta questa bella immagine conservasi fra le gemme dell’Ecc.mo Sig.re D. Flavio Orsino Duca di Bracciano, il quale risplende non solo nella grandezza dei natali, ma insieme ne vari ornamenti del suo nobilissimo spirito».
Attesta anco questa verità la medaglia di sua effige, scolpita con le parole intorno «Flavius Ursinus Nerulae Princeps sculptus manu sua anno 1651», quale parimenti si conservava nel suo Studio, in oro, argento, e metallo.

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Fù prudentissimo nell’operare nel governo, onde il gran Ferdinando suo padre lo liberò vivente dalla patria potestà.
Fù dedito alle Muse, come appunto al caso nostro lo manifesta per tale, Francesco Balducci nelle sue rime eroiche, fol. 169, in quel nobilissimo sonetto, che ivi si legge, che comincia: «Questo per gl’anni ancor tenero infante,| nobil germe d’eroi, prole di Marte,| Ch’or di Minerva amico, ama le carte,| molle negl’atti, e placido in sembiante;| Tosto per dura via mover le piante| Vedrailo, adulto in formidabil Arte| novo Quirino, e da più eccelsa parte| aventar sopra gl’empi hasta tonante.| Fanciul così pargoleggiò Pelide,| lungo l’Eurota, con la lira imbelle:|poi si fiero à suoi danni Asia lo vide,| Scherzò così fra le Meonie ancelle,| Col fuso ancor, pria che giungesse Alcide| a vincer l’Idra, à sostener le stelle».

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Mostrò sempre il Duca Flavio Orsino di esser vero Rampollo di questa antichissima, potentissima, e chiarissima famiglia Orsina di Bracciano, le di cui Memorie sono in parte accennate da Francesco Sansovino nel trattato della Famiglia Orsina, e da altri nobilissimi scrittori, ma più da presso, basterà accennare le glorie paterne, et Avita di questo Nobilissimo eroe Flavio Orsino, riferita modernamente nella vita della Veneranda serva di Dio Donna Camilla Orsini Borghese Principessa di Sulmona (1), zia carnale di detto Duca Flavio impressa in Roma per Francesco Gonzaga in via Lata, l’anno 1717 fol. 3 et seguenti.

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E finalmente è incomparabile la generosità, e costanza di animo del Duca Flavio da argomentarsi da un atto solo, cioè, quando imperterrito, e generoso renunciò l’ordine, e l’habito dello Spirito Santo al Gran Luigi XIV Re di Francia, benché esso renunciante in quel tempo appunto fosse angustiato dalle cose famigliari della Sua Casa.
Soleva questo Signore usare l’anagramma puro nella seguente forma.
Flavio Orsino
Anagramma puro
Filosinavoro
Ovvero
Si fino Lavorò
——————————

(1) Donna Camilla Orsini, figlia di Virginio, secondo duca di Bracciano e di Flavia Damasceni Peretti, nasce a Firenze il 9 luglio 1603. Nel 1619 sposò Marcantonio II Borghese principe di Sulmona. Fondò a Roma il Monastero delle Monache della SS.ma Annunziata dette Turchine, e lei stessa vestì l’abito prendendo il nome di madre Maria Vittoria. Morì nel monastero, dove è sepolta, il 14 marzo 1685.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 17, 2017 da in Uncategorized.
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