Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Confini tra le tenute Odescalchi e Patrizi nel territorio di Bracciano

Se la scarsa educazione alla tutela e alla conoscenza di cose che raccontano la storia locale, non ha già fatto il suo danno, forse nelle campagne intorno a Castel Giuliano (Bracciano) potremmo ancora trovare dei Termini piantati nel terreno che servivano a delimitare i confini tra le varie tenute.

Nell’articolo che leggerete, questi limiti vennero fatti posizionare nel 1751 da Livio II Odescalchi duca di Bracciano e da Giovanni Patrizi marchese di Castel Giuliano.

I cippi, se ancora ci sono, su una faccia hanno scolpita una Navicella che rappresenta lo stemma degli Odescalchi (foto).

Leggete, e a tutti quelli che amano avventurarsi per fare escursioni, auguro di trovarne almeno uno e se ciò accadesse ricordatevi di mandarmi una foto.

 Trascrizione

Apposizione dei confini per l’Ecc.mo D. Duca di Bracciano e l’Ill.mo  D. Marchese Giovanni Patrizi

 Giorno 10 luglio 1751, indizione 14ma Pontificato di Papa Benedetto XIV, anno XI.

 

Richiesto Io notaro pubblico infrascritto per parte del Signor Livio Patani, Ministro dell’Ecc.mo Signor Duca Don Livio Odescalchi duca di Bracciano, ad effetto di descrivere l’apposizione dei Termini da porsi tra la Tenuta del 4to di Panzanata, spettante a detto Ecc.mo  Signor Duca, da una parte, e dall’altra del quarto di Monte Rastello, Panzanata, e Mozzanete spettanti all’Ill.mo  Signor Marchese Gio. Patrizi territorio di Castel Giuliano, che però, portatomi in dette tenute, e precisamente al Fosso detto delle Ferriere, sulla strada, che dal fosso conduce a Castel Giuliano, e trovati ivi presenti il suddetto Signor Livio Patani per S.E. il Signor Duca di Bracciano, e li Signori Domenico Garassini, e Filippo Ciocchi, per il Signor marchese Gio. Patrizi, con gli infrascritti Agrimensori cioè: Il Signor Girolamo Piaggesi per l’Ecc.mo  Signor duca di Bracciano, e il Signor Arcangelo Mariani per l’Ill.mo Signor marchese Patrizi.   

Parte di pianta del territorio di Castel Giuliano

Particolare della pianta del territorio di Castel Giuliano

                                                         

Primariamente fu posto un Termine con impronta della Navicella, arme di S.E., lontano dal Fosso suddetto cinque staioli, con suoi testimoni di mattone diviso in mezzo, una parte verso Tramontana nel principio del di Panzanata di S.E. il Signor duca di Bracciano, e l’altra parte nel principio del 4to di Monte Rastello verso Mezzogiorno spettante all’Ill.mo Signor marchese Patrizi, e la strada resta tutta a favore di detto signor Marchese, qual Termine di lunghezza nel rustico palmi due, e mezzo, largo in fondo palmi 1.0.8, dalli lati palmo 1½, di altezza palmi 3½, largo di faccia palmo 1½, grosso palmo uno, et il rustico si è posto sottoterra.       

stemma dei Patrizi fasciato d'argento e di nero

Stemma dei Patrizi, bandato d’argento e di nero.

                                                                       

In distanza dal detto primo Termine, tirando verso Levante, per la strada che conduce al Castello, per lo spazio di catene diciotto, e staioli sette, fu posto altro Termine con suddetta impronta di S.E.; longo nel rustico palmi 2¼, largo di facciata palmi 1¾, grosso palmo 1¼, nel pulito longo palmi 3¾, largo palmi 1½, grosso palmi 1, con testimonio di mattone diviso in mezzo, una parte che guarda il primo Termine, e l’altra parte, che guarda il terzo Termine, come appresso.    

Termine di confine dove è scolpita la Navicella degli Odescalchi

Limite di confine con la Navicella, simbolo dello stemma Odescalchi (purtroppo questo cippo non è più al suo posto dal 2020, forse rubato da chi disprezza la storia locale).

                

Dal detto secondo termine in distanza di catene tredici e staioli cinque fu posto altro Termine, cioè verso Tramontana il 4to di Panzanata  di S.E. il Signor duca di Bracciano e verso Mezzogiorno la strada sassosa, et in parte selciata, che sta dentro il 4to di Monte Rastello, qual termine con impronta della suddetta Navicella del Signor Duca, che riguarda verso Panzanata suddetta, qual termine non fu descritto per essere l’ora tarda, con l’animo di ritornarvi altro giorno, e così di unanime consenso tutti se ne partirono.

In super quibus.                                                                                                     

L’atto sopra descritto alla presenza di Benedetto Grossi figlio del fu Francesco, e di Salvatore Leoni figlio del fu Filippo, ambedue di Bracciano. 

Francesco Domenico Bracci notaro

Archivio di Stato di Roma, Notai di Bracciano.

                                                                                                                                                                                       

 

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 14, 2017 da in Uncategorized.
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