Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Lo stemma Orsini nell’arme inglese dei Tudor

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Il nuovo documento si ricollega all’articolo, già pubblicato su questo blog, dal titolo: ” Due libri su Don Virginio Orsini secondo duca di Bracciano”. In esso argomentai il libro di Leslie Hotson “La “Prima” della dodicesima notte”. L’autore di questo testo, attraverso ricerche archivistiche in Inghilterra e in Italia, racconta l’incontro tra Virginio Orsini e la Regina Elisabetta I avvenuto nel 1600 e, come questa, per rendere onore al gradito ospite, facesse scrivere da William Shakespeare per l’appunto, “La dodicesima notte, o quel che volete”. Nella commedia  il personaggio principale si chiama proprio Orsino e venne recitata la prima volta il 6 gennaio 1601 alla presenza del Duca di Bracciano

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Regina Elisabetta I d’Inghilterra

 

Nel libro di Leslie Hotson leggiamo che “ Dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra in una danza pubblica, al Duca Virginio Orsini gli fu dato da sedere sotto il trono e la Regina disse de la Rosa, che si trovano (sic) nelle armi Regi originava dalla Casa Orsina, e lo trattò come parente, fece poi mandare fede autentica della sua descendenza al Duca dal suo Archevesta, di si consemo da’ descendenti in Bracciano in grande col quarto Orsini…” (in B.M., Ms., Harley 3546, f.4v).

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Inoltre leggiamo che “la rosa dei Tudor, ricamata in oro e argento sulle giubbe scarlatte della Guardia, e la rosa dello stemma degli Orsini erano la stessa cosa”. Quindi prosegue scrivendo che questo albero genealogico della Regina Elisabetta, scritto appositamente per don Virginio non l’aveva visto. “Ma è gelosamente custodito a Roma, fra i preziosi documenti del principe Virginio Orsini, ventunesimo duca di Gravina”. Una conferma, a quanto suddetto, l’ho trovata in un documento conservato nell’Archivio di Stato di Roma dove si racconta la storia della Famiglia Orsini, della quale  non conosco ancora l’autore e venne scritta su richiesta del Duca Paolo Giordano II.

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Lo scrittore, come potete leggere, fa risalire l’origine di questa famiglia al tempo degli imperatori romani, ma poiché dobbiamo rimanere nella certezza dei documenti, sorvoliamo ed andiamo a vedere cosa dice dello stemma Orsini –Tudor anticipando e confermando quanto scritto dall’Hotson: “ La Regina Elisabetta d’Inghilterra, che tratto come Parente Don Virginio, Padre del presente Duca di Bracciano, facendolo sedere in un Ballo pubblico sotto il suo stesso Baldacchino, fece poi mandar fede autentica della sua discendenza, e quarto Orsino dal suo archivista, che si conserva nell’Archivio di Bracciano, dove vi è l’Arme regia grande con il quarto Orsino; per la qual cosa la Rosa, che fa per impresa il Regno d’Inghilterra, è la medesima Rosa Orsina” (vedere foto del documento). In effetti questo albero genealogico, estratto da un antico registro, venne riprodotto su pergamena, autenticato e sottoscritto dall’archivista inglese nel 1601, consegnato al duca Virginio Orsini e ancora conservato dai discendenti della Famiglia Orsini di Bracciano.

 

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Stemma reale della famiglia Tudor

 

 

Trascrizione

NOTIZIA BREVISSIMA DELLA CASA ORSINI

La Città di Roma ha riconosciuto sempre Capo della sua nobiltà la Famiglia Orsina, come mostra l’honore, che gli fanno i Cavalieri Romani ne’ Corteggi, e simili occorrenze, compiacendosi d’havere nella nobiltà sua un famiglia tanto celebre per tutto il mondo, e tanto sua propria che ella è antica romana fin dal tempo della Gentilità, come confortano i cognomi, l’armi, e fino i nomi propri. Oltre l’antichità che dimostra l’archivio di Bracciano, è in Roma una autentica, scritta in scorza d’albero, nel 499 al tempo di Teodorico re dei Goti, quale per quanto si puol raccontare da cosa tanto antica, e male scritta, è sotto scritta da Firmiliano Orsino, come conservatore o locotenente di esso Teodorico, più indietro al tempo dei Gentili dalle memorie, che ha la Casa, ne voglio apportare solo due, bastando al mio intento, ambedue hanno il titolo di (ismanibaj), sopra scritta di gentilità, l’una è un’urna, che fece Vippio Orsino (Clarissimo Augusto Cesari per riferire le medesime parole) fatta alle ceneri di Vipio Severino Cavaliere dell’Ordine Equestre. L’altra un coperchio d’urna che dice così “Ursus Ursinus Tit[…] dextructor (memoria , che non so, se alcuna famiglia ne habbia un’altra simile), e notasi, che che non solo il cognome, ma anco il nome d’Orso è nome usato dalla famiglia onde è manifesto in Roma al tempo della Gentilità, et esser stata fin dall’hora di nobiltà primaria, quando erano i Romani Patroni del Mondo, et un cavaliere romano poteva mantenere eserciti, et era sopra qualche Re. Si è sparsa poi in diverse Provincie dell’Europa, ove possiede grandi Stati. In Italia la Provincia della Romagna, il ducato di Spoleto, la città di Verona, et altre città che tralascio per non allungare. Dai Signori di Verona discendono i Marchesi di Bada, che mantengono tuttavia un tratto di parentela, con la Casa di Bracciano; fuori d’Italia una buona parte di Boemia nei Signori di Rosembergh, che apparentavano, come è noto, con li Potentati della Germania, dei quali l’ultimo fu Pietro Orsino, quale desiderando per successore uno de’ figli di Don Virginio Orsino. Nella Germania, la Sassonia, lo Stato di Brandeburgh, la Vestfalia, il Ducato di Cleves e coll’elettorato dell’Imperio anzi due […] nell’istesso tempo. E così altri Principi della Germania mantengono parimente tanto di parentela con la Casa. Per la Nobiltà, e antichità di questa Casa molti Re, et Imperatori hanno voluto apparentar con essa, dando, e ricevendo donne fino al n° di 21. L’ultima fu la figlia legittima di Alfonso II Re di Napoli, moglie di Gian Giordano Orsino, bisavolo di Don Virginio, quale nell’istesso tempo ne casò due altre, ma naturali, una col Capo della Casa Colonna, e l’altra col figlio di Papa Alessandro VI.

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L’istesso Don Virginio fu riconosciuto per Parente della Regina Elisabetta d’Inghilterra, quale in un pubblico ballo fece sedere sotto il suo istesso Baldacchino, e gli diede l’Albero della sua discendenza da Casa Orsina, per via di donna con l’Arme Orsina inserita nello scudo dell’Arme d’Inghilterra. Aggiungo, che la madre del medesimo Don Virginio fu Donna Isabella di Toscana, per lo che veniva ad esser fratello cugino (cioè figli di fratello e sorella) della Regina Maria di Francia, madre del Re di Francia, della Regina di Spagna, e d’Inghilterra, e di Madama Reale di Savoia. E l’istessa Parentela haveva con la madre dell’Imperatrice Eleonora, con che la Casa ha hoggi parentela stretta, con tutte le Corone d’Europa. La sorella di Don Virginio, Donna Eleonora fu dimandata per moglie da Sigismondo Baterio (Bathory) Principe di Transilvania, con l’ambasciatore mandato al Gran Duca Ferdinando che era loro tutore, e zio, e di già voleva presentargli le gioie, quali escluso per parte della Casa Orsina, egli prese poi la sorella dell’Imperatore Ferdinado II con il titolo di Serenissimo è in Casa Orsina dal 1431.

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Extracta ex libro antiquo armorum Insignum quaerundam Nobilium et Illustrium Virorum Anglicorum

 

Serenissimus Raimundus Ursinus, come si puol leggere nel Libro de’ Seggi di Napoli composto da Don Camillo Tutini, cavato dall’Achivij. Et è da notare che in quel tempo questo era il Titolo che si dava ai Re. Et l’Imperatore scrive al Duca di Bracciano con titolo di Illustrissimo che è quello che da ai Principi di Altezza, è conforme gli altri residenti de’ Principi di Altezza, tratta il Conte Duca […] residente del Duca di Bracciano a quella corte . Aggiungo per fine, che oltre il titolo di Principe d’Imperio, ha quello di Conte dell’Anguillara, con tutte le terre di quella contea, che sono gran parte dello Stato di Bracciano, nella quale investitura fu data la totale superiorità, e Sovranità, cosa che non danno mai, né l’Imperio, né Santa Chiesa. In altre scritture si daranno molte più cose, con le prove di tutte, e si citaranno li scritti classici, ma qui basterà a V.S. per una breve notitia.

Archivio di Stato di Roma

Leslie Hotson, La “Prima” della dodicesima notte, Milano-Napoli 1964

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 21, 2016 da in Uncategorized.
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