Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Bracciano: Lavori nell’altare maggiore della Collegiata di Santo Stefano, 1695

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Lavori per la cappella dell’altare maggiore nella tribuna della Collegiata di Santo Stefano

Ecco un nuovo documento che ci fa conoscere l’architetto e gli scalpellini che lavorarono per costruire l’altare maggiore del Duomo di Bracciano.

In questo atto notarile, stilato il 6 aprile 1695 dal notaio Francesco Bizzarri, leggiamo che il  Reverendo Signor canonico Felice Cocciante, santese della Reverenda fabbrica della Collegiata di Santo Stefano di Bracciano, affida i lavori, a suo tempo iniziati da mastro Alessandro Sarti, a mastro Sebastiano de Rossi, scalpellino romano figlio del fu Giovanni Rossi, per finire e perfezionare la cappella dell’altare maggiore nella tribuna di detta chiesa. L’opera si doveva eseguire secondo il disegno già fatto da Domenico Rainaldi, architetto che in quel periodo era al servizio di Flavio Orsini, quinto e ultimo duca di Bracciano.

Ora andiamo a leggere le convenzioni riportate nel documento:

Trascrizione

Primo. Si conviene che il detto Signor Sebastiano piglia a finire, et perfetionare la Cappella dell’Altare maggiore della Tribuna di detta Venerabile Collegiata di Santo Stefano di Bracciano ad uso di scarpellino, con conci di pietra, secondo il disegno datoli dal medesimo Signor canonico Cocciante, e Reverendo Capitolo che si dice fatto dal Signor Domenico Rainaldi architetto, con dichiarazione però, che il detto disegno si debba […] migliorare secondo che gli sarà ordinato dal medesimo canonico santese, perché così etc..

soffitta della collegiata di bracciano

2°. Che detto Signor Sebastiano sia obbligato, e in fede promette finire, e lavorare, e mettere in opera perfettamente tutto l’Altare a tutte spese sue proprie, tanto di sassi, e pietre, quanto di ogni altra materia, eccetuatone la conduttura da Roma a Bracciano che si doverà fare a cura, e spesa della medesima Fabbrica, perché così etc..

3°. Che il mettere in opera con il muratore, e con calce le pietre, e li conci non spetti a detto Signor Sebastiano, come anche i ferramenti per commettere le pietre, e il tutto si debba fare a spese della medesima Fabbrica, in modo che esso Signor Sebastiano sia solamente obbligato alla sola perfettione sua di scarpellino a spese proprie, perché così etc..

4°. Si conviene, che ritrovandosi al presente già fatti, e condotti in Bracciano  alcuni conci, e […] di pietre fatti, e mandati dal Signor Alessandro Sarti , già scarpellino deputato per detta fabbrica, al presente si debbano mettere in opera dal medesimo Signor Sebastiano, con questo però, che la fabbrica sia obbligata a pagare tutte le giornate che saranno necessarie, tanto ad uso di scarpellino quanto di lustratore, sin tanto che saranno messi li detti conci di pietre già fatti, et ordinati da detto mastro Alessandro Sarti, e la mercede delle giornate si debba regolare secondo le conventioni che si faranno con li scalpellini, e allustratori, perché così etc.. In quanto poi al resto dell’altri conci che farà detto Signor Sebastiano, si faranno a spese sue proprie come sopra.

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5°. Che detto Signor Sebastiano debba venir facendo quanto prima li detti lavori, e conci, et all’incontro la detta Fabbrica debba venir somministrando il danaro, e la mercede, ò in danari, ò in grano, ò in vino, secondo che rimarranno d’accordo, secondo la misura, e stima, che si doverà fare dall’architetto, ò altra persona sancita, con fede saranno d’accordo le parti, e secondo anco che detti lavori gli verranno ordinati dal santese pro tempore, in modo che detto Signor Sebastiano non sia obbligato a proseguire avanti li lavori, se prima havendone fatti qualche parte non sia stato soddisfatto, perché così etc..

6°. Che venendo li scalpellini in Bracciano, sia obbligata la medesima Fabbrica a dargli stanza, letti, e lume, et in quanto alla tavola e mangiare si doverà stare alle conventioni, che si stabiliranno, e concorderanno tra il santese pro tempore, e li medesimi scalpellini, non essendo per hora in questa materia risoluto cosa alcuna.

7°. Si conviene, che circa li prezzi si debba stare in tutto, e per tutto alla relatione, stima, e misura, che  farà la sopradetta persona perita, da deputarsi concordemente, in modo che nessuno potrà reclamare, né pretendere revisione, tanto in giuditio, come  fuori, perché così etc..

Item per osservanza delle cose suddette, il sopradetto Signor Canonico Coccianti santese  obbliga li beni della detta Reverenda Fabbrica da una parte, e detto Signor Sebastiano dall’altra obbliga se stesso, suoi beni, et heredi, nella più amplia forma della Reverenda Camera Apostolica, con le solite… .

Seguono le formule di rito che le parti pongono a reciproca garanzia per l’adempimento del contratto. L’atto viene stipulato a Bracciano “in Castro S. Jacobi”, cioè nel castello Orsini; sono presenti come testimoni, Filippo Coronato figlio del fu Adriano perugino e Giacomo Boccalino figlio del fu Giovanguido, entrambi abitanti a Bracciano. Rogito del notaio pubblico Giovanni Francesco Bizzarri, 6 aprile 1695.

Archivio di Stato di Roma, Notai di Bracciano, notaio Francesco Bizzarri, b. 106, cc. 117r-118r.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 14, 2016 da in Uncategorized.
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