Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Bassano Romano descritto in un documento del 1700

agrimensore marcantonio marcucci,1687 (11)

Come Bracciano, anche Bassano appartiene ai ricordi del mio passato. Il documento che leggerete nell’articolo mi ha fatto ripercorrere il sentiero del mio tempo già trascorso. Così ho ricordato un incantevole mese della mia fanciullezza, passato per la prima volta lontano da tutto quanto mi era familiare. I miei genitori nel 1959 decisero di non farmi fare, come sempre, tutte le vacanze estive dai nonni materni. Quell’anno mi iscrissero alle colonie estive organizzate dalle ACLI, così mi capitò l’ultimo turno, destinazione collina. Insieme a molti altri bambini e bambine, più o meno della stessa età, ci portarono a trascorrere un settembre, sotto ogni aspetto meraviglioso, almeno per me, a Bassano di Sutri, oggi Romano. Tutto il mese siamo stati nel convento delle Monache Riparatrici del Santo Volto, allora immerso nei boschi di castani e che nella seconda metà del 1500 era stato costruito dai Reverendi Padri Cappuccini.

prato2

A parte i tanti giochi all’aria aperta e le attività ricreative a tavolino, ricordo con piacere le belle e chiassose passeggiate nel vecchio paese e al monastero di San Vincenzo martire. Comunque, dopo questa parentesi sentimentale, confesso che anche oggi mi capita spesso di andare a Bassano e conosco discretamente, attraverso i documenti d’archivio, la sua storia ma anche il suo territorio per quelle mie ricerche di sorgenti, fontane, fontanili ed acquedotti. Per iniziare a conoscere questo paese vi presento una relazione settecentesca che lo descrive. Il documento, come si legge, si trovava in una miscellanea della biblioteca del cardinale Francesco Saverio de Zelada (1717-1801) e forse venne compilata ( 1724) quando questo ebbe l’incarico di Relatore presso la Congregazione del Buon Governo. Dal 1779 fino alla morte fu bibliotecario di Santa Romana Chiesa e grande collezionista di libri e testi antichi. La sua biblioteca è in Spagna, parte nella Biblioteca Capitolare di Toledo e parte in quella Nazionale di Madrid.

 Trascrizione

Copia di una descrizione della terra di Bassano di Sutri estratto da un codice di miscellanea della libreria dell’Em.o Sig.r  Cardinale de Zelada.

bassano

Bassano in un affresco nel palazzo Giustiniani-Odescalchi, sec. XVI

 

Bassano di Sutri terra posseduta dalla Casa Giustiniani Nobile della Repubblica di Genova, che furono Signori dell’isola di Scio in Grecia, è di aere mediocre, sta posta sopra una punta di tufo alquanto sollevato, ha dalle bande due rivetti di acqua, che al piè di essa si riuniscono: le case sono ordinarie, fabbricate di pietra di tufo con li ornamenti delle porte, e finestre in buona parte di pietra bigia specie di peperino. Questa Terra ha una strada principale, e dalle bande alcuni vicoli, che vanno torcendo a uso delle altre terre, che sono state edificate inconsideratamente. Ha i suoi borghi in due bande, e per le abitazioni, che in essi son fatte, si trovano riempiti tutti li siti, ove si poteva fabbricare, è ella così moltiplicata da poco tempo in qua per ragione del buon governo, che ora è necessario pensare di edificare altrove per l’accrescimento del popolo, che si rivede, e per il concorso dei forestieri, che quivi fermarsi vorrebbero.

In capo alla detta terra vi è il palazzo del signore del luogo, fatto e mantenuto alla grande, con tutti gli abbigliamenti necessari, al quale sta congiunto un giardino grande con fonti di acqua, e ha tutte le altre parti che devono avere i giardini, così del naturale, come dell’artificiale, in esso vi è palazzina detta la Rocca, assai capace, e grande da stateggiare, tutte le cose sono ben tenute, e governate con buona ragione.

Circa mezzo miglio discosto dalla terra vi è la Mola da macinare il grano, questa in tempo d’estate non è sufficiente a macinare bastanza per il luogo.

mola

Stampa nel catasto Giustiniani, la Mola, 1685

 

La Comunità di Bassano ha d’entrata scudi…., Pesi camerali… , Bassano fa fuochi n°…, Anime n°…

La detta Comunità ha il Monte del grano a sovvenimento degli habitanti poveri, che in tempo all’inverno ne fa prestanza per riaverlo, poi alla raccolta successiva con uno starello d’avvantaggio per ciascun rubbio. Poco discosto dalla terra vi è il Procoio delle vacche rosse, che è gran comodità al signore del luogo, e agli habitatori convicini considerata la distanza da Roma. E camminando per la stessa strada in cima a un colle alquanto discosto dalla terra vi è una chiesa edificata di presente con magnificenza sotto il titolo di San Vincenzo.

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Monastero di San Vincenzo, 1685

 

Poco sotto alla terra nasce un’acqua minerale, si dice, che fosse buona ad alcune infermità, ma hora è tralasciata. Gli uomini di questo paese sono più tosto belli che brutti senza civiltà, attendono all’esercitio della campagna.

Il territorio di Bassano confina con Sutri, Capranica, Viano, Oriolo, Trevignano e poi ritorna al confine di Sutri. In esso vi sono selve di faggi, cerri, castagni, et altre sorti di arbori, ma vicino alla Terra vi sono certe selve di castagni praticabili per tutto, che non solo purificano l’aere, ma portano delizia naturale, e bella.

Per una di essa si fa transito dalla Terra al Monastero dei Cappuccini, che è delli più belli che siano in questa Provincia.

In Bassano si rimettono vini di mediocre bontà non dispiacevoli e de frutti in […] abbondantemente, massima di castagne, noci e nocchie.

Il Paese è copioso di legname, e di acqua, e del grano se ne rimette sempre in sovrabbondanza, che ne vendono a Terre circostanti, che ne ha si scarsezza. Si fanno […] di bestiami così grossi, come minuti; le donne s’ingegnano generalmente con il lino, e canapa, sicchè con questa industria si mantiene questo popolo assai bene.

Nel Territorio di Bassano non sono miniere conosciute di niuna sorte; vi è però verso il confine dell’Oriolo la pietra selce, e vicino alla Terra vi è la pietra da far calce; la puzzolana, e il tufo tutto comodo per murare.

Il protettore di questa Terra è San Gratiliano Martire; naturale della città Faleria diruta; qui vi è la sua testa; reliquia di considerazione. Fà Bassano per Impresa l’Effige del medesimo Santo.

Il luogo non è forte per se stesso, nè è da potersi fortificare secondo il presente uso dell’artiglieria, perché il sito non lo comporta, nè la Comunità ha provvedimento alcuno da guerra, con l’armi come di munitioni.

Rende la Terra all’Ill.mo Signor Marchese circa scudi 5000 d’entrata l’anno. Ed ha titolo di Marchesato.

In questo territorio da più rivi ha origine il fiume Mignone, che scorre per la Provincia del Patrimonio per 40 miglia in circa del cammino e nel suo corso ricevendo altri rivi di acque si conduce circa 4 miglia sopra Civitavecchia al seno di Bertollo, dove sbocca nel mare Mediterraneo.

Il paese di Bassano è tempestato quasi per tutto da fonti, e rivi d’acque assai buone, e da una banda a piede al Poggio di Termine vi è una fonte detta Fonte Ceraso, che oggi si conduce in Roma, aggiunta con altre acque per l’acquedotti Clauduij, detti Paulini.

poggio del ceraso

Poggio del Ceraso

 

Qui due monti sono li più principali, uno detto Monte Vano, e l’altro Poggio del Termine, l’uno è susseguente all’altro, e l’uno e l’altro sono in parte vestiti di selve bellissime, e parte sono smacchiati per potersi seminare.

Vi sono due Castelli diruti, l’uno nominato la Iola, oppure l’Agliola, e l’altro Rogogliolo, ora disabitati affatto.

fontanile del ceraso

Fontanile del Ceraso

 

Da una banda del Territorio detto passa l’antica via Claudia, e nei confini del medesimo Territorio si vedono li vestigij di Forum Claudij, nel qual luogo viene un diverticolo particolare, che si stacca a sinistra della via Claudia principale sul paese dell’Oriolo, e continuando dentro la selva di Bassano verso un luogo detto San Lorenzo, qui dove sono alcuni vestigij di fabbriche magnifiche, oltreché per tutti quei contorni si vedono molte reliquie delle medesime fabbriche antiche.

In questi luoghi si è trovato un piedistallo antico di marmo con la seguente inscrizione:

І ∙ НОSTILIUS ∙ L ∙

D ∙ MANIUS ∙ AN ∙

M ∙V ∙ S∙ I

Dal Forum Claudij esce un ramo di selciata che cammina verso l’Osteria della Capannuccia, dove s’incontra con la via Cassia nel proprio luogo detto Vico Matrini, e segue fin che giunge al Forum Cassij, che è poco discosto da Vetralla, anche qui vi ci va un diverticolo, che si fa a sinistra della via Cassia principale, cammina a dirittura per la falda del Monte Fogliano verso il Bullicame di Viterbo.

La selciata detta si trovano quasi per tutto ma in maggior parte è sconnessa, siccome non è stata mai rassettata. La strada maestra, che hora si fa dalla Storta, Bracciano, Capannuccia Ostaria, e poi a Viterbo, cammina per lo istesso andare della via Claudia, fino a Vico Matrini, e poi segue lo andare della via Cassia fin sotto Viterbo, rimanendo sempre la selciata dalle bande abbandonata.

Nel territorio di Bassano, a sopra questa medesima strada di Viterbo, passato il ponte sopra il fiume Mignone si trova l’Osteria della Iola, nel qual campo si dice che seguisse uno abboccamento, e riconciliazione fra papa Adriano III, e l’imperatore Federico, l’Anni del Signore come luogo comodo, e appropriato.

A.S.R., Archivio di Stato di Roma, Fondo Odescalchi

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 12, 2016 da in Uncategorized.
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