Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Stemmi degli Orsini, negli Statuti di Anguillara Sabatia e Trevignano Romano

Lo scudo Orsini negli Statuti di Anguillara Sabatia e Trevignano Romano

In questo capitolo si descriveranno gli scudi araldici Orsini, miniati negli Statuti di Anguillara Sabatia (1571) e di Trevignano Romano (1553). Attraverso la visione di questi testi statutari, oggi conservati presso la Biblioteca del Senato della Repubblica Italiana “G. Soadolini”, si ricavano diverse notizie che ci aiutano a raccontare la storia della Famiglia Orsini durante la realizzazione dello Stato di Bracciano e della successiva elevazione di questo in Ducato.

 

Stemma Orsini nello Statuto di Anguillara Sabatia (1551)

Stemma Orsini nello Statuto di Anguillara Sabatia (1551)

Descrizione

Scudo inquartato. Nel primo e nel quarto lo stemma degli Orsini: bandato d’argento e di rosso, capo d’argento caricato di una rosa di rosso bottonata d’oro e sostenuta da una fascia d’oro caricata di una cintola ondeggiante d’azzurro. Nel secondo e nel terzo quello degli Aragona: il primo d’oro palato di rosso di quattro pezzi (Aragona); il secondo d’azzurro seminato di gigli d’oro (Francia antica o d’Anjou); nel terzo d’argento alla croce d’oro (Regno di Gerusalemme); nel quarto fasciato d’argento e di rosso di sei pezzi (Regno d’Ungheria). Sul tutto lo stemma degli Sforza di Santa Fiora: d’azzurro al leone d’oro, tenente tra le branche anteriori un ramo di cotogno fruttato di un pezzo d’oro, gambato e fogliato di verde. Lo scudo è sormontato da un elmo d’argento rabescato dello stesso, bordato d’oro, posto di profilo verso destra, graticolato di diciassette pezzi d’oro e con la gorgiaretta uguale. Sull’elmo un cercine (rotoletto di stoffa colorato) tiene fermo il cimiero e i lambrecchini (rappresentano pezzi di stoffa come foglie che circondano l’elmo da una parte all’altra dello scudo). Per cimiero un tempietto (la chiesa) sul quale sono poste due teste (San Pietro e San Paolo) dalle quali s’innalza una croce d’oro.

Qui sotto inserisco lo scudo degli Orsini ricopiato dall’originale. Come potete notare i colori sono quelli descritti sopra, cioè come dovevano apparire allora. Non ho fatto disegnare la croce che si trovava sulle teste di San Pietro e Paolo perchè nell’originale è scomparsa.

Riproduzione dello stemma Orsini preso dallo Statuto di Anguillara Sabatia (disegno di P. Santocchi)

Riproduzione dello stemma Orsini copiato dallo Statuto di Anguillara Sabatia del 1551 (disegno di P. Santocchi)

 

Scudo Orsini nello Statuto di Trevignano

Successivamente, dopo l’emanazione dello Statuto di Bracciano (1552), di cui si dirà più avanti, nel 1553 venne redatto quello di Trevignano Romano che è ugualmente custodito nella Biblioteca del Senato Italiano “G. Spadolini”.

Come quello di Anguillara è manoscritto in scrittura umanistica corsiva, con legatura originale in pergamena e misura cm. 28,5 x 21.

In una carta non numerata sul recto in alto è scritto: “Diligite iustitiam qui iudicatis terram” (Sacra Bibbia, libro della Sapienza), ovvero: “Amate la giustizia, voi che siete giudicati in terra”.

Ritratto di San Bernardino da Siena, patrono di Trevignano, opera di Pietro di Giovanni Ambossi (Convento dell'Osservanza di Siena).

Ritratto di San Bernardino da Siena, patrono di Trevignano, opera di Pietro di Giovanni Ambossi (Convento dell’Osservanza di Siena).

 

In basso, in un riquadro vi è una bella miniatura che ritrae: al centro San Bernardino da Siena patrono di Trevignano che tiene nella mano il Trigramma (I.H.S, = Iesus Hominum Salvator) e con la sinistra il libro Sacro dove è scritto: Praecepta Patris mei semper servavi” (Ho sempre rispettato i precetti del Padre mio); alla sua destra vediamo San Pietro ed a sinistra San Paolo.

Miniatura che rappresenta San Bernardino tra San Pietro e San Paolo e in basso lo stemma di Trevinano. Nello Statuto conservato nella Biblioteca del Senato Italiano.

Miniatura che rappresenta San Bernardino tra San Pietro e San Paolo ed in basso lo stemma di Trevignano. Statuto conservato nella Biblioteca del Senato Italiano.

 

Sotto questo riquadro è miniato lo stemma araldico della Comunità trevignanese e lo possiamo così descrivere: Scudo interzato (diviso in tre parti), nella prima lo sfondo è d’argento, caricato di tre tralci di vite di colore naturale (simboleggiano il nome Tre-vignano); nella seconda una fascia bandata di rosso e d’argento (Stemma originario degli Orsini); nella terza lo sfondo azzurro è attraversato da tre onde d’argento che simboleggiano il lago Sabatino.

 

Stemma di Trevignano Romano quando il principe Domenico Grillo fece sostituire la rosa.

Stemma di Trevignano Romano quando il principe Domenico Grillo fece sostituire la rosa.

 

Nella parte superiore dello scudo nasce una bella rosa rossa Orsini, di cinque petali (canina) con rami e foglie verdi. Questa rosa quando il paese venne acquistato da Don Domenico Grillo de’ Mari (1691-1707), venne sostituita da un grillo come simbolo di questo casato però, come si vede ancora oggi, la Comunità preferì la bella rosa Orsini.

Lo scudo Orsini

Ora passiamo ad esaminare il verso della pagina sopra descritta dove si vede miniato lo scudo Orsini. In alto si legge una massima scritta dal notaio pubblico Lazzaro Fochetti da Viano, abitante a Bracciano, quando fu governatore di Trevignano Romano dal 1625 al 1626. Il motto  che leggerete appresso veniva usato comunemente nei luoghi dove si amministrava la giustizia e così traduco: Questo luogo odia la malvagità, ama la legge, punisce i reati, conserva il diritto e onora il giusto.

Hic locus, vit (odit), amat, punit, conservat, honorat. Nequitiam, leges, criminal, iura, probus.

Ita est Lazzarus Fochettus de Viano civis Bracchiani Notarus Publicus et Gubernator Terrae Trivignani, 1625, 1626, 1627.

Segue il sigillo del notaio e governatore Lazzaro Fochetti, di questo all’archivio di Stato di Roma sono conservati i protocolli che vanno dall’anno 1619 al 1637 (buste.n° 62, 63, 64).

sigillo del notaio fochetti

 

Ecco lo scudo miniato degli Orsini nel codice statutario di Trevignano Romano.

 

Stemma Orsini miniato nello Statuto di Trevignano Romano (Biblioteca del Senato-Italiano

Stemma Orsini miniato nello Statuto di Trevignano Romano (Biblioteca del Senato-Italiano “G. Spadolini”, mss-732).

 

Come si nota non è dissimile a quello di Anguillara tanto che possiamo ribadire essere lo stesso autore. Questo però differisce dall’altro per lo stemma Aragona  che qui è semplice, cioè senza le armi del regno di Gerusalemme e di Francia antica ed inoltre non è inserito al centro lo stemma degli Sforza di Santa Fiora, però noterete sul capo dei SS. Pietro e Paolo la Croce mancante nell’altro.

Riproduzione dello scudo Orsini (P. Santocchi).

Riproduzione dello scudo Orsini (P. Santocchi).

 

Lo scudo qui raffigurato è inquartato, nel primo e nel quarto lo stemma degli Aragona, nel secondo e nel terzo quello degli Orsini. L’elmo ed il cimiero sono uguali a quello miniato nello Statuto di Anguillara ma qui come detto vi sta la Croce. Inoltre notiamo che tutto lo scudo ha come supporto in ambedue i lati due orsi neri simbolo primario della famiglia Orsini.

Infine inserisco le foto del tabernacolo eucaristico che si trova nella chiesa di Santa Maria Assunta di Trevignano. Questo è posto sulla parete destra entrando nella chiesa, fu donato per devozione da un certo “Ioanni Luca nel 1539, sui due lati sono scolpiti due stemmi Orsini simili a quello dipinto nello Statuto ma con l’arme Orsina inserita nel primo e nel quarto.

Tabernacolo eucaristico, chiesa di Santa Maria Assunta di Trevignano (1539)

Tabernacolo eucaristico, chiesa di Santa Maria Assunta di Trevignano (1539)

 

Stemma Orsini, particolare del tabernacolo eucaristico nella chiesa di Santa Maria Assunta di Trevignano.

Stemma Orsini, particolare del tabernacolo eucaristico nella chiesa di Santa Maria Assunta di Trevignano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il Maggio 29, 2015 da in storia, Uncategorized.
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