Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

La chiesa di Santa Maria del Riposo di Bracciano

Chiesa di Santa Maria del Riposo (particolare dal cabreo del Piaggesi)

Chiesa di Santa Maria del Riposo (particolare dal cabreo di Girolamo Piaggese, 1752)

La chiesa di Santa Maria o Madonna del Riposo di Bracciano la troviamo percorrendo la strada che scende dall’antica “piazza del ponte”, oggi 1 Maggio, verso il lago o come si diceva anticamente “verso la Pratarina”. Già dall’alto, all’altezza dell’entrata al giardino comunale, la intravediamo con la sua facciata rivolta alla città, bella, solida e compatta, dal colore grigio e severo del duro macigno con la quale fu costruita.

Edificata sul piano di un promontorio, a circa 250 metri sul livello del mare è avvolta in un panorama stupendo; intorno i boschi dei Monti Sabatini, il cielo e il lago sottostante nel quale i colori di questi si specchiano, cambiando secondo il tempo e le stagioni. A vederla, ancora per poco, solitaria e lontana dai rumori cittadini, dall’aspetto semplice ed austero, penseresti ad un interno che ti darà poche emozioni estetiche, invece è come una cassaforte che racchiude le cose più preziose. La prima volta che vi entrai rimasi a guardare stupefatto, quando seppi che erano stati fatti pochi studi sulla sua storia, mi ricordai di aver trovato diverse notizie su di essa, ma le avevo accantonate credendo  fossero già conosciute, fu così che decisi di riprenderle.

Prima che venisse costruita la chiesa che vediamo oggi, “discosta quattro, cinque canne incirca” si trovava una “chiesola”.

 

 

IMGP2003

La piccola cappella era fuori della porta di Bracciano, “a mano dritta, per andare alla Cisterna dove lavano le donne, ad un tiro d’archibuggio”; questa, “era larga divanti palmi otto in circa, et longa altri palmi dieci in circa”, dentro, sul muro era dipinta l’immagine della Madonna del Riposo, e “qui vi erano molte tavolozze di voti, et perchè qui era gran devotione per li miracoli che faceva”, così la Comunità braccianese decise di costruire una chiesa più grande con il contributo di Paolo Giordano Orsini.

Nella “chiesola vecchia” si celebrava una o due volte la settimana e “quando moriva qualch’uno si faceva celebrare per devotione”, ma “il dì della Madonna di settembre se ci celebrava la messa grande cantata, et si faceva la processione” come poi si continuerà a fare nella chiesa nuova.

 

Tanti anni fa

Tanti anni fa

La cappella si trovava lungo il tragitto dell’antica via Clodia nel tratto che andava verso “San Marciani de domoculta” ovvero a San Liberato, questa, come tante altre chiese, cappelle o edicole poste lungo le strade, stava ad indicare un luogo di sosta, una stazione, una “tappa ci cammino” per riposare e pregare, per quanti faticosamente percorrevano le impervie vie d’allora.

Oggi

Oggi

Possiamo, però, anche ipotizzare che fosse stata dedicata a Santa Maria del Riposo, perché nel punto dove fu edificata si lavorava faticosamente ad estrarre e sagomare i “sassi”, infatti là stava “la Petrara del Riposo” che fu una delle cave storiche di Bracciano insieme a quella di “Prato Capanna” e “ai Quadri”. In questa cava rimasta attiva almeno fino al 1834, vennero estratte e lavorate non solo le pietre per edificare il Castello, il borgo e la stessa chiesa, ma anche i “macigni” per le mole dei mulini d’olio o di frumento. Secondo un’antica leggenda popolare invece sembra che la sua costruzione fosse stata fatta nel punto in cui una fanciulla sostò, salvandosi dal diluvio che sommerse l’antica città di Sabate.

Comunque, qualunque sia stata la motivazione di dedicarla alla Madonna sotto il titolo del Riposo, molta era la devozione della comunità e, come vedremo, di Paolo Giordano Orsini, che come tutti i suoi antenati aveva per il culto mariano una speciale venerazione (Madonna di Grotta Pinta, Santa Maria di Celsano (Galeria), Santa Maria della Fiora, Madonna di Loreto); all’interno della cappella era stata dipinta una bella immagine di Madonna lattante, somigliante un poco a quella stupenda che si trova nella chiesa di San Francesco di Capranica, posta di fronte al monumento funebre dei due fratelli gemelli Nicola e Francesco degli Anguillara, imparentati agli Orsini.

Santa Maria del Riposo (Madonna lattante secolo XV ?)

Santa Maria del Riposo (Madonna lattante secolo XV ?)

Il giorno 30 agosto 1573 (domenica), era nuvoloso, tirava molto vento e a tratti pioveva; la Comunità di Bracciano insieme ai Priori e ai consiglieri, al presbitero di Santo Stefano Giovanni Maria Bendioli da Brescia, ad Antimo Fioravanti santese della Chiesa della Madonna del Riposo con i confratelli delle tre Società (confraternite) scesero in processione solenne, con ceri luminosi, intonando canti sacri e, accompagnati dalla musica arrivarono nel luogo dell’antica Pietrara, dov’era in costruzione la nuova Chiesa di Santa Maria del Riposo, per assistere alla traslazione dell’antica immagine della Madonna, dipinta dentro la cappelletta che si trovava sulla parte destra, poco distante da questa nuova. A sovrintendere l’operazione di distacco e sistemazione del dipinto nella nuova chiesa, era  l’architetto e ingegnere Francesco de Gnocchis con sua moglie Camilla Girifalchi; esecutori dei lavori furono i muratori Mastro Zanobio, mastro Jacobo senese e mastro Andrea da Milano. L’intera operazione e cerimonia iniziata alle ore sedici ebbe termine alle ventitrè. Questo riporta “ad futuram rei memoriam”, nel suo protocollo notarile, Matteo Adriani notaio di Bracciano, che in quel periodo è anche camerarius della Società (confraternita) del S.mo Corpo di Cristo; ci piacerebbe immaginare che quel giorno, tra la gente in processione ci fosse anche Angelica,”una povera putta qual fu trovata alla Madonna del Riposo” e battezzata il 28 luglio 1556.

Anche l’architetto Francesco de Gnocchis in seguito Turriani ci racconta, confermando quanto sopra, che fu “comandato dalla Comunità di Bracciano a far levare via la Imagine della Madonna” che si trovava in una cappelletta vicina alla nuova Fabbrica e per poterla distaccare dalla parete fece costruire un telaio, quindi i muratori la posero nell’altare maggiore della nuova chiesa.

Stemma del vescovo di Rieti Alfonso Binarini

Stemma del vescovo di Rieti Alfonso Binarini

Nel gennaio del 1574 Alfonso Binarini vescovo di Rieti, fu incaricato dal papa Gregorio XIII di visitare la diocesi di Sutri e Nepi, ma poiché il territorio era alquanto esteso questi delegò il Rev. Luca Antonio Pucci da Montereale sabino di visitare  Bracciano. Così, esattamente cinque mesi dopo la cerimonia di traslazione dell’immagine della Madonna dalla chiesuola a quella grande, il 30 gennaio 1574. Il Visitatore apostolico accompagnato dall’arcipresbitero della Collegiata di Santo Stefano, Scipione Gambacurta e dal canonico Lorenzo Furiano, uscirono da Bracciano, varcarono la porta detta di “Santa Maria” e dirigendosi a destra, percorsero la via Clodia che scende verso il lago, quindi arrivarono e fecero ingresso nella chiesa noviter constructa di Santa Maria del Riposo.

Pastorale (acquarello di P.Santocchi)

Pastorale (acquarello di P. Santocchi)

Nella relazione della Visita il Reverendo Pucci annota che la chiesa era ancora in costruzione, mancava di pavimento, di fossa per le sepolture e le cappelle laterali dovevano essere ancora ultimate. Tutte queste cose mancavano, nonostante, come vedremo, da tempo diversi cittadini braccianesi nei testamenti chiedevano di esservi sepolti e gli lasciavano donativi.

Le testimonianze che ci parlano della chiesa di Santa Maria del Riposo di Bracciano sono numerose, pertanto considerato che per leggerle, trascriverle e studiarle passerà ancora del tempo, ho pensato di far conoscere subito una prima parte della ricerca. In appendice troverete trascritto il documento sicuramente più importante perchè vi si legge che Nanni di Baccio Bigio fu l’architetto che fece “il disegno” di questa Chiesa. Nel testo, senza data ma che attraverso altri documenti è stato possibile datare tra il1593 e il 1596 circa, sono raccolte le testimonianze rese da più persone, interrogate per stabilire a chi appartenesse lo jus patronato della chiesa. Prima di procedere al breve racconto di questa causa, per maggior chiarezza, aggiungo altre informazioni trovate nel documento scritto il 6 settembre 1753 dall’Arciprete Alessandro Camponi della Collegiata di Santo Stefano di Bracciano al duca Livio II Odescalchi. Il testo è una raccolta di notizie “circa la fondazione, dotazione ed eretione del R.mo Capitolo Vecchio, e Nuovo dell’Insigne Collegiata Chiesa di Santo Stefano della Città di Bracciano” e questo è stato fatto per ” provare il juspatronato, e jusnominandi che ha l’Eccellentissima Casa Odescalchi Padrona di detto Feudo e sopra il detto R.mo Capitolo in n° dieci nomine”. Per riassumere, intanto che questo documento lo trascriva per intero, il canonico racconta che la famiglia Orsini aveva diritto di patronato sulla Collegiata e poteva nominare per il Capitolo Vecchio un Arciprete e quattro canonici. Successivamente si arrivò alla sesta nomina, la prima del Capitolo Nuovo che riguardava il “canonicato, e rettoria della Chiesa della Madonna SS.ma del Riposo, primo canonicato aggregato al R.mo Capitolo Vecchio di Santo Stefano di Bracciano detto ancora Canonicato Sopranummerario”. Come dirò, fu proprio questa nomina che contestata agli Orsini, dette inizio al processo che produsse il documento trascritto in appendice.

La chiesa vista da dietro

La chiesa vista da dietro

La storia di questa controversia ovvero lite, inizia nel 1593 quando il duca di Bracciano, Virginio Orsini, decide di nominare alla rettoria della Madonna del Riposo il canonico Angelo Peteto. Dopo la nomina, secondo la procedura, venne inoltrata la presentazione al vescovo di Sutri e Nepi che in quel periodo era Horatio Moroni. Questo, pur conoscendo benissimo la famiglia Orsini, rifiuta la nomina presentata dal Duca, motivandola al fatto che nell’archivio della Diocesi non si trovavano carte attestanti il diritto di patronato e lo jus nominandi per detta chiesa, inoltre fatto assai importante, la prebenda non aveva la “piena congrua”, cioè il censo che dava la famiglia Orsini era insufficiente al mantenimento della stessa. Pertanto inizia il contenzioso tra la Diocesi e il Duca insieme al canonico Angelo Peteto. La pratica venne istruita nella diocesi di Sutri e Nepi e il documento, inserito in appendice, è una copia che si conservava nell’archivio Orsini  nel fascicolo nominato sutrina juspatronato.

Relazione del canonico Alessandro Camponi, Bracciano 6 settembre 1763.

Relazione del canonico Alessandro Camponi, Bracciano 6 settembre 1763.

Il processo iniziato durante il pontificato di Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini) venne esaminato dal cardinale Girolamo Rusticucci, Vicario di Roma, che pronunciò una sentenza sfavorevole al canonico Peteto e al duca Virginio Orsini. Questi in seguito fecero ricorso direttamente al papa Paolo V (Camillo Borghese), così la pratica che nel 1606 era stata giudicata anche dal Rev.mo cardinale Cervino, Uditore di Rota, sfavorevole agli Orsini, venne rimessa ad altri tre Uditori di Rota, i quali non solo riesaminarono le carte ma andarono anche personalmente a Bracciano e decisero che Virginio Orsini, dopo aver aumentato la congrua a 20 scudi annui, poteva ritenersi patrono della chiesa con il relativo diritto di nomina. Così nel 1607 il canonico Angelo Peteto, nominato da Virginio Orsini, venne istituito alla rettoria della chiesa di Santa Maria del Riposo e ordinato in Sacris da Monsignor Taddeo de Sanctis da Bologna, vescovo di Sutri e Nepi.

La "Pietrara" del Riposo, oggi c'è una casa.

La “Pietrara” del Riposo, oggi c’è una casa.

Il documento in appendice, come già accennato, è l’interrogatorio dei testi citati a testimoniare per il Duca e il Canonico. Come leggerete, deposero quattro testi, di questi ci è noto il secondo che dice di chiamarsi Fulvio Pagnotta di anni 43 ed è dottore in legge, ed il quarto che ha 67 anni, abita a Roma presso San Marco, vicino al notaio e dice di essere stato l’architetto di Paolo Giordano Orsini,  il suo nome è Francesco de Gnocchis alias Turriani. Gli altri due testimoni non sono riuscito ad identificarli, comunque grazie a tutte le testimonianze sappiamo l’origine della chiesa, il nome dell’architetto e del mastro scarpellino Cortona che eseguì la lavorazione della pietra basaltica che veniva estratta proprio nel terreno vicino a dove si edificò la chiesa. Il lapicida Francesco di Andrea alias Cortona lavorò sotto la direzione degli architetti, Nanni di Baggio Bigio, Francesco de Gnocchis e Jacopo del Duca. Sotto la loro direzione eseguì lavori sia a Bracciano che in altri luoghi (il Castello, Vigna grande, Vigna Orsina, il palazzo di Formello e ad Anguillara) e lavorò anche per la Comunità di Bracciano. Come dice il suo soprannome proveniva da Cortona, si sposò a Bracciano con Imperia ed ebbero diversi figli, uno di questi battezzato nella chiesa di Santo Stefano il 10 maggio 1559, diventerà scultore famoso conosciuto come Cristofano Stati detto il braccianese.

Nella seconda appendice leggerete la trascrizione della relazione peritale sullo stato strutturale della chiesa di Santa Maria del Riposo, scritta dall’architetto Fracesco Belli il 31 marzo 1803. La perizia fu richiesta da Livio II Odescalchi e da Giovanni Torlonia per stabilire il valore economico per la vendita di tutti i beni appartenenti al Duca di Bracciano in questo territorio.

Bozza, articolo in esecuzione.

Non appena possibile seguiranno altre notizie. 

Bibliografia:

Fracassi Alessio, La chiesa di Santa Maria del Riposo a Bracciano: architettura e decorazione, Tesi di Laurea, Università degli Studi della Tuscia, a.a., 2005-2006.

Santocchi A., Bracciano ai tempi della Visita Apostolica del 1574, Manziana 2013

Santa Maria del Riposo sotto la pioggia

Santa Maria del Riposo sotto la pioggia

 

Appendice

 

Archivio di Stato di Roma, A.Ode, 1B5, Processo per Jus Patronato 1593-1596 circa, pp. 493-525.

Trascrizione

|493Sutrina Juris patronatus

Summarium Testium in heiusmodi causa proparte Don Angeli Peteti et Excellentissimo Dominii Ducis Bracchiani principalium examinatorum.

Primus Testis etatis sue annorum 56 in circa.

Iuxta primum interrogatorium fuit monitus prout in eo et recte respondit.

Iuxta 2m: est nominis et cognominis etatis patrie ut supra, et natus fuit in Bracchiano, dove al presente io habbito, et là ho casa mia, et non ho altro essercitio se non che io attendo alle facende mie, et il mio puol valere da tre mila et cinque cento scudi in circa, et vivo a spese mie.

Iuxta 3m. Respondit. L’Interrogato Signor Duca di Bracciano perché è il nostro padrone et l’ho visto spesso, et lo teniamo per tale, si come io anco lo tengo per essere suo Vassallo, et nato che son in Bracciano, et io son qui [piuttosto] creditore che debitore suo. In reliquis negative.

Iuxta 4m. Respondit. Io cognosco l’interrogato Vescovo di Nepi et Sutri perché l’ho visto più volte a Bracciano fare le Cresime et Visite, et non so precisamente che differenza sia fra il |494| Signor Duca di Bracciano e Angelo Peteto contra il detto Vescovo di Sutri se non che ho inteso dire che era nata non so che differenza tra loro per conto della Madonna del Riposo. In reliquis negative.

Iuxta 5m. Respondit. Io son stato ricercato da monsignor Angelo Peteto chè io me dovesse essaminare in questa causa, per la verità como uno de più vecchi di là. In reliquis refert se ad superius dicta et negative respective  Respondit.

Iuxta 6m. Respondit. Io habbito qui al presente in Roma in casa di madonna Camilla Girifalco al Giesù et vivo a spese mie et non so quale delle dette parti habe miglior ragione et non se cura chi de loro habbia miglior ragione.

Iuxta 7m. Rerspondit. Io non so che se habbi da esaminare altri testimoni. In questa causa che io sappi se non messer Francesco Turriani già architetto del detto Signor Duca che mi ha detto che Monsignor Angelo Peteto ne gli aveva parlato, et altri testimoni non so.

Iuxta 8m. Respondit. Io so dove sta l’interrogata Madonna del Riposo, che sta |495| fuora di Bracciano un tratto di balestra , et questo credo che sia dall’anno 1576, et 1577 in qua in circa, et dal detto tempo vi stava sempre un capillano il qual capillano era posto et misso dall’arciprete di Santo Stephano di Bracciano, e ben vero che non so se detto Arciprete di Santo Stephano la possedesse ma come ho detto di sopra ditto Arciprete di S.Stephano metteva il cappillano di detta chiesa della Madonna del Riposo.

Iuxta 9m. Respondit nescire

Iuxta 10. Respondit. Io non so precisamente se l’interrogata Chiesa dilla Madonna del Riposo sia stata edificata dalle elemosine de diverse persone di Bracciano, et altri subietti et vassalli del ditto Duca ma io so che ha hauta dalla Communità di Bracciano et altri particolari ha hauto elemosine assai, et di questo io lo so perché io stavo di continuo in Bracciano, et sentivo dire che si facevano elemosine assai da ogni uno, et ogni uno cercava di aiutare, et so particolarmente che una donna chiamata Constanza di Peruzzo vi ci lasciò cento scudi quali furono |496| missi a conto, et oggidì il cappellano ne tira li frutti, et invero era in questo loco dove è stata edificata ditta chiesa della Madonna del Riposo, fu presa l’Imagine di detta Madonna  incassata in certe travicelle che era qui discosta quattro cinque canne in circa, et fu portata et postala nella tribuna di detta chiesa edificata ultimamente come di sopra, et è vero che nella detta Immagine della Madonna vi erano molte tavolozze de voti et perché qui era gran devozione per li miracoli che faceva che fu la causa che si risolsero di fare questa chiesa.

Iuxta XIm. Respondit, se refert ad superius dicta.

Iuxta XIIm. Respondit, edificata che fu detta chiesa grande dilla Madonna del Riposo, fu levata detta Imagine dilla Madonna della detta chiesa piccola incassata nilli travicelli come su detto et poi portata et murata nella tribuna della detta chiesa della Madonna del Riposo dove sta adesso, |497| se bene io non mi ci trovassi presente poiché io allora non era in Bracciano ma la viddi che era stata levata et posta nilla detta chiesa come di sopra, et così me fu detto da quelli di Bracciano.

Iuxta 13. Interrogatum Respondit. Io non so precisamente che entrata che habbia l’interrogata chiesa della Madonna del Riposo se non che ha dieci scudi ogni anno dalla Comunità di Bracciano, et quel censo che ho ditto disopra, et gli son fatte poi altre elemosine, et ha anco l’intrata di una Pietrara dove si cava li sassi cioè pietrie concie da fabricare, et fo il conto che a giudizio mio la puol havere da venticinque scudi l’anno d’entrata incirca, et questo lo so perché io come Cancelliere della Communità di Bracciano ho visto nilli libbri della Communità che sono stati pagati questi dieci scudi dalla Communità, et questo censo sta nelle possessioni suoi, et ho visto quando l’hanno pagato, et so che quando monsignor Geronimo Testanino viveva |498| officiava et riscoteva l’entrate.

Iuxta 14. Respondit. L’interrogata Petrara rendeva alle volte quattro et cinque scudi l’anno, et quando fa più, et quando fa manco secondo che ve ne è de bisogno et desse detta chiesa della Madonna del Riposo la possiede, et lo so perché l’ho visto riscotere dal cappellano, et so che la bona memoria del signor Paolo Giordano la donò a detta chiesa quando che fu fabricata.

Iuxta 15. Respondit. Io credo che questa chiesa habbia non so che risposta di vino, ma non lo so precisamentese bene l’ho inteso dire da quelli della terra.

Iuxta 16. Respondit. Io non so che detta chiesa habbia altre entrate se non come ho detto di sopra.

Iuxta 17. Respondit. Io so che la bona memoria del signor Paolo Giordano desse detta Petrara alla detta chiesa, et che la Communità di Bracciano da dieci scudi ogni anno, et che gli è stato dato detto censo, et molte elemosine come ho detto |499| disopra, ma del vino io non so particolarmente como gli dian et non son stato presente alla donazione ma l’ho inteso dire qui poblicamente in Bracciano et vistolo nello libbro della Communità di Bracciano come ho detto di sopra, queste dette donazioni sonno state fatte per instromenti o altramente io non lo so, se non come ho detto disopra e è ben vero che ho inteso dire che detto censo fu fatto per instromento.

Iuxta 18. Respondit. Io non saprei dire se la Madonna del Riposo è più necessaria al popolo di Bracciano che la chiesa di S.Stephano perché la persona va dove lo conduce la devotione.

Iuxta 19. Rspondit nescire

Iuxta 20. Respondit, quanto a questo interrogatorio non ve ne saprei dar conto perché noi altri laici non sapemo niente di queste cose ecclesiastiche.

Iuxta 21. Respondit, non si celebrava continuamente nella cappella piccola dove era la Madonna et Imagine sua se non che alle volte, |500| la settimana una volta, o doi, et quando qui et quando moriva qualch’uno faceva celebrare per devotione in detta chiesa ovvero capella, è ben vero che il dì della Madonna di settembre ve si celebrava la missa grande cantata et si faceva la processione come anche al presente si fa, cioè nella chiesa grande fatta et edificata adesso perché l’altra è stata smantellata et buttate a terra le mura, et non so se si celebra ogni dì nella detta chiesa del Riposo, ma essendoci il cappellano che tene l’entrata me pare che dovesse dire le messe.

Super primum articulo Dixit. Io non so se l’articolata bona memoria del signore Paolo Giordano dette il sito per fare et edificare ditta chiesa o se fussi suo, o della Communità ma so bene che lui fece venire un architetto il quale fece la pianta di detta chiesa, la qual chiesa fu poi cominciata da fondamenti ad edificata ma non so se il detto signor Paolo solo fu quello solo che la fece fare, ma so bene che la maggior parte delle elemosine |501| anche quando fu fatta detta chiesa, detto signor Paolo Giordano le fece et so che quando venivano pene alcune de maleficij al detto signor Paolo supplicavano li malifattori, et parte ne faceva gratia et parte ne dava alla detta chiesa per fabbricare, in causa scientie dixit predicta scire perché l’ho inteso dire et visto respettivamente.

Super 2°. Dixit. Io ho inteso dire publicamente in Bracciano che l’architetto del detto signor Paolo Giordano fece levare et incastrare l’articolata Imagine della Madonna, et portarla et murarla dove è al presente et questo fu d’ordine et commissione del detto signor Paolo Giordano, come ho inteso dire, come di sopra, et questo è publico et notorio in Bracciano.

Super 3°. Dixit, è vero che l’articolato signor Paolo Giordano donò alla detta chiesa l’entrata della articolata Petrara come ho detto di sopra, et ho inteso dire alli figlioli del quondam Paolo Mancino che loro pagavano non so che risposta de vino al detto signor Paolo Giordano la qual |502| risposta dessela pagare alla detta chiesa della Madonna perché il detto signor Paolo Giordano l’ha rivoltata alle utilità della detta chiesa della Madonna, la qual entrata è stata poi aumentata dalla Communità di Bracciano con dieci scudi ogni anno che gli da come ho detto di sopra.

Super 4°. Dixit nescire

Super 5°. Dixit io ho visto offitiare l’articolato Orpheo Sibilla in detta chiesa ma con che titolo io non so.

Super 6° dixit. Io ho inteso dire dall’articolato don Gironimo Testanino che il signor Paolo l’haveva messo in detta chiesa della Madonna del Riposo per officiare là, et gli dette l’entrata della detta Pietrara et qui offitiò sino alla morte sua, ma se fosse ad presentatione del detto signor Paolo o altramente io non lo so.

Super 7°. Dixit,  io so che l’articolato signor Don Virginio ha presentato a detta chiesa della Madonna del Riposo l’articolato signor Angelo Peteto et che gli né l’ha passata la supplica, et questo |503| lo so perché l’ho inteso dire pubblicamente in Bracciano.

Supra signata.

Secundus Testis, etatis sue annorum 43 in circa.

Iuxta primum interrogatorium fuit monitus prout in eo et recte respondit.

Iuxta 2m. Respondit. Io in domanda Fulvio Pagnotta de 43 anni in circa, et dottore in legge, son nato in Bracciano et qui vi habito, vivo alle mie spese, et il mio non l’ho estimato ma ho tato che posso vivere.

Iuxta 3m. Respondit. Io cognosco l’Eccellenza del Duca di Bracciano mio padrone naturale, et io sono suddito et servitore, puol essere che io sia o debitore o creditore della sua corte, in reliquis negative.

Iuxta 4m. Respondit. Io conosco il Reverendissimo monsignor Vescovo di Sutri et Nepi perché è anco Vescovo nostro, et perché questo l’ho cognosciuto et presuppongo essere suo servitore et amorevole et ho inteso dire che sua signoria Reverendissima et Angelo Peteto come presentato dal Don signor Duca al beneficio di Santa Maria del Riposo ci è lite sopra questo beneficio, in reliquis negative.

Iuxta 5m. Respondit già ho detto che ho inteso la lite tra sua Eccellenza et detto Angelo con monsignor |504| Vescovo, et la causa d’essa io l’ho inteso dire da molti, et in spetie da detto Angelo, et dal signor Nicola Moccante, io son stato chiamato da detto Angelo acciò io veniva essaminato et me l’ha anche detto il Moccante, et il servitore del signor Ambasciatore di Toscana, in reliquis negative.

Iuxta 6m. Respondit. Io habbito in Bracciano et son venuto in prima per i miei servitij et allogio hora qua hora là  alle mie spese, et vorrei che vincesse chi ha ragione, et per non essere giudice non devo dire chi l’habbi.

Iuxta 7m. Respondit. Io ho inteso da Angelo Peteto, che il signor Ambasciatore ha scritto a Bracciano che venghino tre o quattro homini informati qui essaminarsi in questa causa et per non sapere chi deve venire non posso sapere li suoi cognomi et patrie. In reliquis negative.

Iuxta 8m. Respondit. L’informatione che ho della chiesa di Santa Maria del Riposo, è questa che ho visto edificare detta chiesa et transportarsi la Madonna dal loco dove stava prima in issa  trasportata. Informatione l’ho da chi io conosco molto bene, et in questo bisogno ho visto |505| possedere il benefitio di detta chiesa ò vero detta chiesa della Madonna del Riposo da don Orfeo Sibilla da Carbognano, et da don Geronimo Testanino francese, et hora vi sta un capillano chiamato don Basilio da Bieda che officia detta chiesa, l’habbita, et ne ha cura.

Iuxta 9m. Respondit. Io ho inteso dire publicamente da tutti et in spetie dalli stessi don Orfeo et don Gerolamo che son stati presentati al beneficio di detta chiesa dalli signori Duchi, et quelli in virtù di detta presentata sono stati istituiti in detta chiesa et l’hanno goduta et posseduta.

Iuxta 10. Respondit. La chiesa che hora è in piede è stata edificata dalla Communità et anco, per quanto ho inteso, hanno contribuito li signori Duchi di Bracciano, et credo anco che da particolari di Bracciano siano state date elemosine perciò, et in quel loco dove hora sta la chiesa non ci era altra chiesa, ma dieci passi in circa discosto ci stava prima una chiesetta della quale anco vi appariscono vestigie dove stava l’Imagine della Madonna del Riposo, la qual poi che fu finita la chiesa nova fu |506| trasportata dalla detta chiesola vecchia alla detta chiesa nova et detto sò per haver inteso dire pubblicamente, et per haver visto respettivamente.

Iuxta XI. Respondit, come ho detto la Communità ha edificata detta chiesa et puol essere come anco credo che alcuni particolari habbino aiutato con elemosine ma che non so ne mi possi ricordare di così di tanto tempo, et questo lo so per averlo inteso dire publicamente in Bracciano, et è facil cosa che nelli libbri della Communità apparisca la spesa fatta da essa in detto edificio.

Iuxta XII. L’Imagine della beata Virgine come ho detto era in detta chiesola vecchia nella quale io son stato molte volte a messa, et detta chiesola vecchia allora se guastò quando si levò una parte del muro dove era dipinta detta Imagine et per via di ingenieri fu portata in detta chiesa nova che era finita.

Iuxta XIII. Respondit, detta chiesa ha alcune entrate, et in particolare ha barili dieci o dodici (salvo il vero) di vino che gli pagano li eredi di Paolo Mancino di Bracciano, ha dieci scudi l’anno che gli da la Corte, ha non so che censi con li eredi di Balduccio, et ha certa Pietrara che non so quello che se ne |507| cavi, et hora di qui vi ha cresciuto un censo di scudi otto comprò dalli eredi di Cecco Cutta da Bracciano, più scudi cento lasciatili dal Testanino, ultimo possessore di detto benefitio, et puol havere altre entrate. In verità de quali non ho piena informatione, et questo lo so come homo di Bracciano che è cosa pubblica.

Iuxta 14. Refert se ad superius dicta.

Iuxta 15. Respondit. La detta chiesa ha il vino che ho detto di sopra che gle ne ha donato il signor Duca, et lo so perché si dice così publicamente et è cosa notoria, et perché Paolo Mancino et suoi eredi che pagano questo vino lo pagano per risposta di una proprietà di una lor vigna che era di sua Eccellenza,. In reliquis remisit se ad superius dicta.

Iuxta 16. Respondit, nichil aliud scire nisi ut supra.

Iuxta 17. Respondit. Come ho detto, il vino et anco la Petrara l’ha hauta da Sua Eccellenza et li dieci scudi l’ha dalla Communità. In reliquis responde se ad superius dicta.

Iuxta 18. Respondit. La chiesa di Santa Maria del Riposo sta fuora della terra di Bracciano, discosta doi tiri di balestra et è commoda al popolo, se sia più necessario che il cappellano celebri lì ò in Santo Stephano non tocca a me dichiararlo ma par bene espediente |508| che in detta chiesa del Riposo si celebrino le messe.

Iuxta 19. Respondit. Li signori Duchi di Bracciano hanno sempre, come ho detto, presentato a questo benefitio da che io mi ricordo, né ho mai inteso dire che nessuno habbia ottenuto detto benefitio se non con le loro presentate, et così ne anco ho inteso dire che habbino forzato altri presentati a renontiare, perché sonno boni Principi et non fanno se non quello che conviene.

Iuxta 20. Respondit. Per non stare a dichiarare cosa sia lo Juspatronato, come ho dichiarato nei Canoni dirò solo che è una ragione che altri ha o per fondatione o per altro legittimo titolo di eleggere una persona ad alcuno beneficio qual poi vien istituito dal suo Pontefice, o, dal Vescovo, et questo lo so come dottore che ho studiato qualche poco.

Iuxta 21. Respondit, nella chiesa vecchia del Riposo solevano dire molte messe et hora anco si dicono alla chiesa nova. In causa scientie dixit prefata scire quia vidit et audivit ut supra dixit.

Super primum articulo. Dixit articulum verum, cioè che già disse. L’Illustrissimo et Eccellentissimo signor Paolo Giordano Ursino Duca et patrone di Bracciano et di questo territorio, il quale era anco padrone del sito dove |509| hora sta edificata la chiesa nova del Riposo, nel loco che ho detto di sopra, et in detto loco, et fondo è stata fatta detta chiesa alle spese di sua Eccellenza e della Communità, et puol essere come ho detto che qualche altro particolare ci habbi dato qualche elemosina et so che ci sonno intervenuti architetti di sua Eccellenza. In reliquis remisit se ad superius dicta in interrogatorio et hoc esse verum publicum notorium, et manifestum et est publica vox et fama.

Super 2°. Dixit è vero che finita detta chiesa, fu portata una parte del muro della chiesa vecchia dove stava l’Imagine della Madonna nella nova et credo che la spesa la facesse sua Eccellenza et di suo ordine, la qual Madonna si chiamava et si chiama del Riposo, et questo è vero publico notorio, et manifesto.

Super 3°. Dixit articulum verum in omnibus. Et che ho sempre inteso dire che la Communità ogni ragione che haveva per l’augumento dell’articolata dotatione et per altre spese fatte nella fabrica l’haveva concessa a sua Eccellenza et questo è vero, publico, notorio et manifesto.

Super 4°. Dixit articulum verum in omnibus et omnia |510| apparent in istrumento articulatum unionis quod vidit et ad quod omnia se remittint.

Super 5°. Dixit articulum verum cioè che l’eccellenza del signor Paolo Giordano presentò, come ho detto, alla detta chiesa et sua prebenda et il juspatronato che ne haveva per la fondatione et dotatione detta disopra a don Orfeo Sibilla da Carbognano per sua patente quale fu come credo poi istituito dal Vescovo de Sutri, perché detto don Orfeo possede detto benefitio sempre in pacifica possessione et in quella continuò fino al tempo poi lo resignò.

Super 6°. Dixit articulum verum cioè che doppo la risigna fatta a don Orfeo fu dall’istesso signor Eccellentissimo signor Paolo Giordano presentato a detta chiesa et prebenda don Geronimo Testanino, il quale come presentato credo che fosse istituito dal Vescovo di Sutri perché dall’hora fino al tempo che è vissuto ha posseduto pacificamente detto beneficio.

Super 7°. Dixit articulum verum cioè che doppo la morte di detto Testanino, ultimo presentato dallo Illustrissimo et Eccellentissimo signor don Virginio Ursino figliolo della bona memoria di detto Eccellentissimo signor Paolo |511| Giordano Duca di Bracciano è stato presentato alla detta chiesa canonicato et prebenda Angelo Peteto, per sua patente, et credo che in virtù di essa habbia fatto instantia  per l’institutione.

Super 8° et ultimo. Dixit prefata fuisse et esse vera publica et manifesta, et notis  fuisse et esse publicam vocem et famam.

Tertius Testis etatis sue annorum 59 in circa

Iuxta primum interrogatorium fuit monitus prout in eo et recte respondit.

Iuxta 2m . Respondit quod est nominis cognominis etatis ut supra et non ho altro essertitio se non che attendo alle  facende mie, et son nato in Bracciano dove al presente io habbito, et il mio puol puol valere da tre mila scudi incirca et vivo a spese mie.

Iuxta 3m. Respondit , io cognosco l’interrogato Eccellentissimo signor Duca di Bracciano don Virginio Orsino, et la causa della cognitione è stata perché è venuto più volte a Bracciano et parlatogli per fatti miei, et son suo suddito, et mio padre mentre viveva, gli ha fatto sicurtà et |512| prestatogli denari et datogli grano et orzo, et halli suoi ministri trovava che io gli son debitore di ottanta scudi et per questo me hanno fatto mettere in prigione, ove son stato un mese et sei dì et mi hanno fatto essecutione nella cantina mentre io eri prigione et me l’hanno fatto subhastare et fattoci offitio, et al presente la cantina cioè la grotta è piena di vino. In reliquis negative.

Iuxta 4m. Respondit, io cognosco il moderno Vescovo di Sutri et Nepi che è il nipote della bona memoria del Cardinale Moroni, et la causa della cognitione è stata perché l’ho visto in Bracciano, et che qui ha fatto la cresema più volte, et non son amico né inimico dell’interrogato Vescovo, et non so che ci sia lite fra il detto Eccellentissimo signor Duca di Bracciano et Angelo Peteto, contra detto monsignor Vescovo. In reliquis negative.

Iuxta 5m. Respondit, monsignor Angelo Peteto un dì ragionando insieme me disse se io me ricordavo quanto tempo avevo, et gli disse che io avevo da 58 a 60 anni, et me domandò se io avevo visto quando la Madonna del Riposo di Bracciano si fabricò, et io gli disse che io me ne ricordavo, et lui me disse se va bene che voi mi |513| essaminate in questa causa, et io gli disse che io me sarei essaminato per la verità, et non so particolarmente sopra che litighino il detto signor Duca di Bracciano et Angelo Peteto contra il Vescovo di Sutri et Nepi suddetto.

Iuxta 6m. Respondit, io habbito adesso in Roma qui dietro a Banchi et vivo a spese mie et nescire quem ex partibus litigantibus meliora iura habeat, et non mi curo chi vinca questa causa.

Iuxta 7m. Respondit negative et nescire […]

Iuxta 8m. Respondit, io so dove sta la chiesa della Madonna del Riposo di Bracciano, la quale sta fuora della porta a mano dritta per andare alla Cisterna dove lavano le donne, un tiro d’archibuggio, et lo so da che ho conosciuto male et bene et cioè che era una chiesetta che ci era detta Madonna et quando fu levata fu portata nella fabbrica dove sta hoggi et dal tempo che io me ricordo io ci ho visto offitiare dalli preti e cioè quando era nella chiesola sudetta, et da poi che fu transportata detta Madonna alla fabrica dove al presente si retrova ci hanno offitiato li preti fin tanto che il Testanino ci fu messo per curato che è tempo assai se bene non me ne ricordo di che tempo se fusse.

Iuxta 9m. Respondit, nescire.

Iuxta 10. Respondit, io so che l’interrogata Madonna del Riposo è stata edificata da elemosine date da diverse persone di Bracciano, et altri vassalli del Duca di Bracciano et lasciti fattogli da più persone di Bracciano et altre |514| genti, et altri capannari di Bracciano et che particolarmente la bona memoria del Signor Paolo Giordano ci teneva un homo che si chiamava Cortona scarpellino che lavorava in detta chiesa de pietre acconcie, cioè finire porte et scale et che la maggior parte della Corte de Bracciano l’applicava a detta fabbrica della Madonna et di più gli ha dato dieci barili di vino quali barili gli ha dato Paolo Mancino mentre che era vivo et hora li figlioli suoi similmente li danno a detta chiesa, al curato che la deserte, et gli ha anco donato, detta bona memoria del signor Paolo Giordano cioè a detta chiesa una molara de pietre da farne pietre concie per fabbricare, et di più la Communità di Bracciano gli da dieci scudi l’anno cioè al curato acciò possi viverce. Et questo io lo so perché io ho visto  il detto Paolo Mancino et suoi figlioli dare detti barili dieci de vino, et inteso dire che lo davano, et ho anco dato commissione, essendo io Priore, al Cancelliere della Communità di Bracciano che gli siano pagati detti scudi dieci che da la Communità sudetta, et so che hanno hauto detta molara dal detto signor Paolo Giordano per inteso dire publicamente, tanto delli dieci barili di vino come delli scudi dieci che se gli da publicamente come di sopra, et di questo ne è publica voce et fama in Bracciano. Et non ho visto mai che nella chiesa |515| della Madonna del Riposo sudetta fabricata ultimamente ci fusse chiesola nessuna.

Iuxta 11. Respondit, io ho detto di sopra tutto quello che è stato dato per la fabrica della chiesa de santa Maria del Riposo sudetta per quanto so, ma di che tempo sia stato io non me ne ricordo, ne lo posso dire precise, ma ho visto transportare detta Madonna dalla detta chiesiola alla fabrica sudetta.

Iuxta 12. Respondit, io son stato più volte a fare oratione nell’articolata chiesola fuora di Bracciano, come ho detto di sopra la quale fu levata delli, cioè l’Imagine della Madonna et transportata alla fabrica fatta ultimamente, come ho detto di sopra.

Iuxta 13. Respondit, io so che la detta chiesa della Madonna ha l’entrata che ho detto di sopra.

Iuxta 14. Respondit, io non so altro se non quanto ho detto di sopra.

Iuxta 15. Respondit se referre ad superius dicta.

Iuxta 16. Respondit, io non so che detta chiesa habbia altra entrata se non quanto ho detto di sopra.

Iuxta 17. Respondit, io non so altro si non quanto ho detto di sopra.

Iuxta 18. Respondit, io in quanto a questo |516| interrogatorio non ci so dire altro se non che lascio fare a chi vuole.

Iuxta 19. Respondit, io ho inteso dire che tutti li preti che vogliono benefitij,  cioè della Madonna del Riposo et di Santo Stephano di Bracciano, ogni volta che vengono a vacare, la presentata viene dal Duca di Bracciano, et bisogna che siano presentati a detta chiesa da lui et questo l’ho inteso dire pubblicamente in Bracciano.

Iuxta 20. Respondit nescire.

Iuxta 21. Respondit, io non so se nella chiesa piccola dove stava per prima l’Imagine della Madonna del Riposo se ci celebrava messa ogni giorno ma so che nella chiesa della Madonna del Riposo ultimamente fabricata dove al presente vi è la Madonna se ci celebra spesso, et andandoci io spesso ho visto se ci celebrava la messa ma non so dire se ogni giorno.

Super primo articulo. Dixit, io so che l’articolata bona memoria del signor Paolo Giordano Duca di Bracciano donò il sito dove sta al presente detta chiesa della Madonna del Riposo et la fece fabricare, et gli donò l’entrata come ho detto di sopra |517| et che questo è publico et notorio in Bracciano, et ne è ivi la publica voce et fama.

Super 2° articulo. Dixit, io ho visto che doppo che fu fabricata la chiesa della Madonna del Riposo, come ho detto di sopra, fu presa l’Imagine della Madonna col muro che stava nella detta chiesola et fu poi portata alla detta chiesa ultimamente fabricata, et messa nell’altare maggiore di detta chiesa ultimamente fabricata, la qual chiesa ultimamente fabricata è stata dall’ora in qua sempre chiamata la Madonna del Riposo, et hoggidì così si chiama , et questo fu et è publico et notorio et publica voce et fama in Bracciano, ma a spese di chi sia stata transportata ma lo so si non che tengo che il detto signor Duca si come ha fatto la fabrica di detta chiesia habbi anco facto fare detta transportatione a spese sue, perché se altri havissero fatto dette spese non potria esserne che io non ne havisse inteso qualche cosa.

Super 3°. Dixit, io ho detto di sopra nelli interrogatorij che il detto signor Duca di Bracciano ha ben dato dalla detta petrara, et dette barili de |518| vino dieci, et che la Communità di Bracciano dà li scudi dieci l’anno alli quali interrogatorij io me riferisco.

Super 4°. Dixit, nescire.

Super 5°. Dixit, io ho visto l’articolato Orfeo Sibilla da Carbognano che possedette detta chiesa della Madonna del Riposo di Bracciano, et l’ha posseduta molto tempo ma da chi sia stato provisto io non lo so precisamente, se non che tengo che sia stato presentato dal detto signor Paolo Giordano già Duca di Bracciano, perché la presentatione di detta chiesa della Madonna del Riposo tocca al Duca di Bracciano come ho inteso dire et so che la presentata tocca a sua Eccellenza come ho inteso dire dall’arciprete, et da molti altri preti che hanno havuto li benefitij da sua Eccellentia presentati da lui.

Super 6°. Dixit, io so che il signor Paolo Giordano già Duca di Bracciano presentò l’articolato Geronimo Testanino alla detta chiesa della Madonna del Riposo di Bracciano, et subbito andò dal Vescovo de Sutri et Nepi, et confermato da lui, et  subbito se misse a servire in detta chiesa della Madonna del Riposo, et questo fu et è publico et notorio, et ne fu et è publica voce et fama.

Super 7°.  Dixit, io ho inteso dire che l’articolato monsignor |519| Angelo Peteto è stato presentato dall’Eccellentissimo signor don Virginio Orsino Duca di Bracciano alla detta chiesa della Madonna del Riposo di Bracciano, et l’ho inteso dire dall’arciprete, et altre genti di Bracciano..

Super 8°. Dixit che tutto quello che ho detto disopra è publica voce et fama, publico et notorio in Bracciano.

Quartus Testis etatis sue 67 annorum.

Iuxta primum interrogatorium fecit monitus prout in eo et recte respondit.

Iuxta 2m. Respondit quod est nominis, cognominis, etatis, patrie ut supra, et habbito in Roma a San Marco acanto il piroto, et il mio puol valere assai, et puol valere poco, basta che gratia a Dio io sto commodo et vivo a spese mie.

Iuxta 3m. Respondit, io cognosco il Duca di Bracciano che è il signor Don Virgilio per adesso, et l’ho cognosciuto perché io son stato col signor Paolo Giordano, suo padre, per architetto. In reliquis negative.

Iuxta 4m. Respondit, io cognosco l’interrogato moderno Vescovo di Nepi et Sutri perché ho magnato più volte con lui et per il Vescovato, et in Roma, et è amico mio, et non so che protestationi siano tra il Duca di Bracciano, Angelo Peteto et il Vescovo di Sutri |520| se non me lo domandate. In reliquis negative.

Iuxta 5m. Respondit, io non conosco in che, detti signor Duca di Bracciano, Angelo et il Vescovo de Sutri litighino, come vi ho detto di sopra, et son stato ricercato da Angelo che io me venisse essaminato sopra quello che io so per conto della chiesa de Santa Maria del Riposo di Bracciano. In reliquis negative.

Iuxta 6m. Respondit, io non mi curo chi habbi miglior ragione ne chi vinca questa causa, perché a me non me […] nel merito ma rimetto a quello che ho detto disopra.

Iuxta 7m. Respondit negative, et nescire respective.

Iuxta 8m. Respondit, io ho piena informatione della interrogata chiesa della Madonna del Riposo de Bracciano, dal tempo del pontificato de Pio quinto in qua, quando principiò l’Inquisitione, perché io fui in quel tempo con l’architetto che era dell’Inquisitione in sua compagnia a Bracciano per andare alla Tolfa cioè Le Lumiere, et detto architetto me commesse che io pigliasse la pianta del sito della detta chiesa la quale era cominciata et non gli det io detta pianta cioè della Madonna del Riposo sudetta a detto architetto, il quale disse che haveva ordinato detta chiesa per […] del signor Paolo Giordano allora |521| Duca di Bracciano, che da poi tornato che io fui a Roma insieme col detto architetto, dalli alcuni giorni in casa del detto architetto chiamato mastro Nanni Bigio qual habbitava presso l’Arco de Portogallo, intrando in casa sua trovai molte quantità de sacchi d’orzo, quali me dissero quelli di casa del detto architetto che gli haveva mandato il signor Paolo Giordano per sua mercede delle fatiche che haveva fatto per dissegni, et altri per Santa Maria del Riposo sudetta, et dal detto tempo, il detto signor Paolo Giordano et la Communità di Bracciano hanno posseduto detta chiesa, et l’hanno dotata cioè il signor Paolo gli donò tutte le petrare a torno a detta Madonna, et non so che altro, che hora non mi ricordo, per il vitto del prete che haveva a servire là, et questo lo so perché l’ho inteso dire publicamente, et ho visto le patenti.

Iuxta 9. Respondit, nescire.

Iuxta 10. Respondit, è vero che l’interrogata chiesa della Madonna del Riposo è stata edificata dalle elemosine de diversi di Bracciano, et altri Vassalli |522| et sudditi del Duca di Bracciano, ma la maggior parte, et tutta la dote l’ha data il signor Paolo Giordano, et questo lo so perché l’anno 1571 et 1572 in circa fui comandato dalla Communità di Bracciano a fare levare via la Immagine della Madonna quale stava fuora de Bracciano in una capelletta, la quale io fecci tagliare il muro et fecci fare un telaro, et fu portata in detta chiesa fabricata come di sopra et postola in l’altare. Et in più m’è stato commesso dalla Communità et dalli Santesi quali raccoglievano la limosina, che io misurassi il muro et  lavoro de scarpello, quali havevano fatto li muratori et scalpellini, quali havevano finito detta chiesa, et questo lo so perché io fecci li conti a detti muratori et scalpellini, perché detti Santesi ò Communità li pagassero. Et più io so da poi, molto tempo dall’anno 1574, in 1575 in circa, io condussi diversi pittori per servitio del signor Paolo sudetto che da poi servito che fu detto signor Paolo da detti pittori la Communità dimandò detti pittori , et fatto dipingere la capella della detta Madonna del Riposo. Et questo io lo so perché io habbitavo in Bracciano |523| allora con la mia famiglia, et allora lo viddi, et molte cose gli ordinai in servitio del signor Paolo, et della detta Communità, et nel loco dove è stata fabricata detta chiesa della Madonna del Riposo non ci era niente.

Iuxta XI. Respondit, io ho detto di sopra quelli che hanno dato elemosine per edificare detta chiesa, et come lo so, et da quanto tempo in qua.

Iuxta XII. Respondit, io ho dichiarato il modo come disopra.

Iuxta 13. Respondit, io non so altro se non come ho detto disopra.

Iuxta 14. Respondit, io non so altro se non come ho detto disopra.

Iuxta 15. Respondit, nescire.

Iuxta 16. Respondit, ut ad proximum.

Iuxta 17. Respondit, io non so altro se non come ho detto disopra.

Iuxta 18. Respondit, nescire.

Iuxta 19. Respondit, nescire.

Iuxta 20. Respondit, nescire.

Iuxta 21. Respondit, nescire.

Super primo articulo. Dixit è vero che l’articolata chiesa della Madonna è sta fabbricata nel modo che ho detto disopra nelli interrogatorij, et io so come ho detto disopra. Et questo è vero publico et notorio et ne è publica voce et fama in Bracciano et nelli paesi di là.

Super 2°. Dixit, è vero come ho detto disopra che il signor Paolo Giordano commesse a me, insieme con la Communità di Bracciano, che facessi tagliare il muro dove stava detta Immagine della Madonna, quale stava in una capelletta fuora della presente chiesa della Madonna del Riposo di Bracciano ultimamente fabbricata, come ho detto disopra, discosta palmi venti in circa , qual capelletta era larga divanti palmi otto in circa, et longa altri palmi dieci in circa, et la feci transportare si come fu poi transportata nella detta chiesa della Madonna del Riposo, ultimamente fabbricata, come ho detto disopra. Et questo lo so perché io son stato presente, et fatto fare detta opera. Et questo è publico |525| et notorio in Bracciano, et qui ne è stata, et è publica voce et fama.

Super 3°. Dixit, io non so altro di questo articolo se non quanto ho detto disopra.

Super 4°. Dixit, nescire.

Super 5°. Dixit, nescire.

Super 6°. Dixit, ut ad proximum.

Super 7°. Dixit, nescire.

Super 8°. Dixit, ……est

Appendice n° 2: Relazione

Chiesola intitolata la Rettoria del Riposo verso la Pratarina

Alla porta d’ingresso il fusto di due partite foderato, e guarnito con sopra guarnizione al di dentro in buono stato, e al di fuori in cattivo stato, ferrato di n° 6 gangani a nodo, bandelle, catenaccio tondo per di dentro lungo palmi 3 ed una crociata di ferro allo sportelletto, soglia, stipiti, architrave e cimase di macigno scorniciata, mura rustiche con pilastri negli angoli di macigno, con capitello e architrave, fregio, e cornice tutto di macigno.

La medesima Chiesola è coperta di tetto impianellato a due pendenze, con sue coperture di tavole e canali, non scopato, e sotto il medesimo vi sono due incavallature intiere con saettoni al monaco.

Mura tutte stabilite, mattonato ordinario con piccole mancanze, tre chiusini intelarati sopra le sepolture, due dei medesimi rotti in angolo.

Le mura delli due Cappelloni senza Mensa sono dipinti, ed in parte nitrati, li pilastri risaltati di materia, con base cimase d’imposta di macigno tutto scorniciato, segue la cornice da capo di macigno che gira per quattro lati, il simile è dell’Altare Maggiore, gradino di macigno e ripiano, con mattonato a tutti e tre li suddetti Cappelloni, a quello di mezzo poi vi è la Mensa di muro con lastroni di macigno e pietra sagra, e pradella a piedi, sopra detta Mensa nel muro di fronte  vi è la cunetta con Immagine di Maria SS.ma con cornice di stucco intagliato, e sportello fisso di legno con ovato, traforato dove si vede la suddetta Immagine.

Sopra la porta d’ingresso vi è un finestrone a occhio con telaro con n° 42 mezzi vetri, uno dei quali rotto.

Un’acquasantiera di marmo con zoccolo di muro.

Alla finestra sopra l’Altar Maggiore murata, vi è un piccolo finestrino con telaro a n° 4 mezzi vetri.

Sagrestia dietro l’Altar Maggiore

Alla porta fusto di una partita guarnito scorniciato, ferrato di due gangani a nodo, bandelle, maniglia a pera, e serratura senza chiave in ottimo stato per esser nuovo.

Mura stabilite a solaro rustico.

Alla finestra telaro di due sportelli con tavolette a piedi, e n° 18 mezzi vetri, soglia, stipiti, e architrave di macigno, segue il fusto di due partite guarnito smusso, ferrato di gangani ordinarij, bandelle, nottola maschia e femmina il tutto in cattivo stato.

Alla porta murata la soglia e mostra di macigno, e n° 3 gangani ordinari.

Nel muro a linea l’ingresso vi è la cunetta corrispondente con quella descritta dov’è l’Immagine di Maria SS.ma.

Una scaletta di legno alla fratesca di n° 10 scalini in ottimo stato.

Stanza sopra ad uso di Colombara

Mura rustiche, ed in parte stabilite, mattonato ordinario, una crepaccia nel muro addosso la Chiesa che vi si vede l’aria.

Fusto intelarato rustico alla cataratta, ferrato di due para maschietti da tavolato.

Tornando in Chiesa

Fusto di due partite alla porta a Cornu Evangelj, che esce alla strada, e va al Romitorio annesso, il medesimo foderato di n° 4 gangani a nodo, bandelle, serratura, chiave, catenaccio tondo, lungo 2½, passatore, riparo, soglia, stipiti, ed architrave di macigno con cimase scorniciata.

Ripiano fuori di detta porta

Mura stabilite in cattivo stato riguardo alla stabilitura, mattonato ordinario in mediocre stato.

Alla porta fusto di due partite, metà foderato, e metà guarnito smusso, ferrato con n° 4 gangani ordinari, bandelle, serratura, chiave, stanghetta, soglia, mostra, e cimase di macigno, il solo fusto in ottimo stato.

Mura stabilite con mancanze nella stabilitura, mattonato ordinario, ed un’incavallatura sotto il tetto di corda, paradosso, ed un saettone.

Alla finestra il telaro con due sportelli in pessimo stato e senza vetri, e fusto di due partite guarnito scorniciato, ferrato di quattro gangani ordinari, bandelle, e nottola maschia e femmina.

Al cammino mostra di macigno rotta nell’architrave.

Allo sciacquatore il pilo di manziana, li stipiti, e l’architrave di macigno, e due tavole da piatti.

 mezzo per rinforzo della volta, pavimento a terreno irregolare.

Tornando al ripiano fuori di detta stanza prosiegue la scala che scende al di fuori, composta di n° 10 scalini di macigno, e due con piana al ciglio, il tutto in mediocre stato, e senza parapetto.

Stalletta sotto la suddetta stanza

Alla porta il fusto di due partite, foderato per metà, e per di sopra il sesto con n° 4 feritore, ferrato con n° 4 gangani a nodo, bandelle, serratura, chiave, catenaccio a nodo, e passatore, soglia, stipiti, ed arco tondo di macigno.

Volta e mura rustiche con pilastro in

Alla finestra un fustarello in mediocre stato, ferrato con due gangani ordinari e bandelle.

Tornando al di fuori a destra vi è un’ala di muro, che rinchiude l’orticello annesso alla suddetta Rettoria, con cancelletto di tavole rustiche, due gangani ordinari, bandelle, serratura, e chiave, ed il suddetto muro è rustico d’ambo le parti.

Il tetto che copre il suddetto romitorio si trova nella medesima situazione di quello della Chiesa.

Un campanile di muro con una campana di bronzo larga nel maggiore di diametro P. 1⁵ƒ, di altezza palmi 1⁵ƒ [sta a significare un palmo e mezzo], con suo ciocco e ferramenti, senza corda, con palmi 7 di catena.

Il prospetto esterno di detto romitorio è ricciato co qualche corrosione nella riccia tura, resta fortificato da uno sperone di muro largo palmi 8 quello nel maggiore palmi 3.

Le mura della Chiesa da tutti i lati sono rustiche con cornicione da capo, fregio e architrave di macigno, nel prospetto principale vi è il frontespizio rustico con Croce di ferro in cima.

 

 

 

2 commenti su “La chiesa di Santa Maria del Riposo di Bracciano

  1. marco callà
    aprile 9, 2015

    interessate come sempre grazie

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 8, 2015 da in Uncategorized.
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