Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Bracciano, l’acquedottino della Vigna di San Liberato

Nel 1887 dopo la morte della Principessa Sofia Branicka, il Ducato di Bracciano passò al primogenito Baldassarre III  Odescalchi. Si devono a questo Principe e Senatore del Regno diversi progetti per apportare miglioramenti nella sua Azienda agraria di Bracciano.

Il Principe Baldassarre Odescalchi

Il Principe Baldassarre Odescalchi

Nell’articolo che segue vi propongo un documento molto interessante: la relazione dell’ingegnere T. Sinibaldi stilata su commissione del Principe il 25 luglio 1885 per la costruzione di un “acquedottino” che doveva portare acqua nella tenuta degli Odescalchi in località San Liberato. L’acqua doveva servire per i frutteti che qui erano stati piantati. Infatti il Principe aveva fatto questa scelta perché supponeva che “ data la vicinanza della Capitale, vasto centro di consumo, rivolse i suoi studi anche a questo importante ramo dell’agricoltura. Ha fatto delle piantagioni di oltre 2000 < Kaki> (Diospyros) a frutta grosse e medie, 2000 albicocchi, un migliaio di meli e parecchie centinaia di peschi Amsden sicchè l’attuale Azienda di Bracciano possiede circa quattordicimila piante (compresi gli ulivi)”. Interessante però è che non solo l’acqua venne presa da una  sorgente “già altra volta allacciata” ma la ricognizione nella Macchia della Fiora “condusse alla scoperta di un acquedottino o chiavichetta murata che corre attorno al monte verso la Vigna di San Liberato”.

Chiesa di San Liberato

Chiesa di San Liberato

Chiaramente l’acquedotto era del tutto rovinato ma, come scrive l’ingegnere, si poteva riutilizzare il canale esistente “per la nuova conduttura”. Se questo tracciato era conosciuto, chi lo aveva utilizzato prima? Forse gli Orsini? O i monaci di San Paolo fuori le mura che risiedevano in “ Sancti Marciani de domoculta”, oppure era un diverticolo ancora più antico che alimentava la Forum Clodii e quindi appartenente al Traiano? Ora andiamo a leggere il documento originale sperando di trovarne altri che possano aiutarci nella ricerca.

Disegno dello stemma Odescalchi

Disegno dello stemma Odescalchi

Trascrizione del documento          

Conduttura dell’acqua della Macchia Vocabolo Fiora                                     

Territorio di Bracciano                                                                                                                                                                                          

Relazione

Nell’interno della Macchia Fiore ed a monte del Fosso omonimo nel versante Nord del monte, scaturiscono in una piccola erosione a forma di anfiteatro varie polle e stillicidi di acqua, che riunite formano una bella sorgente che va a scaricarsi nel fosso sottoposto. Questa sorgente che è posta all’altezza sul mare di metri 312, ossia metri 148 sul livello medio del Lago di Bracciano, quantunque limpida e fresca, non ha sapore gradevolissimo, forse perché prodotta da filtrazioni superficiali, fa supporre che sia ricca di principi organici, buonissima perciò per gli usi agricoli, non può ritenersi ottima per gli usi potabili. Sua Altezza il Principe Odescalchi, proprietario della sorgente, desideroso di arricchire i vicini terreni, Vocabolo San Liberato, coltivati a vigna frutteti, invitò il sottoscritto a redigere un progetto per condurre  le acque suddette in quei terreni.  

Pianta del territorio di Bracciano

Pianta del territorio di Bracciano

Acceduto sul posto insieme al Signor R. Olivieri, agronomo dell’Ecc.ma Casa, furono prese le misure della portata della sorgente, della lunghezza delle condutture; osservate varie linee di progetto ed eseguita la livellazione in modo da poter redigere il seguente progetto di massima che di poco potrà variare dal progetto definitivo.

Acquedottino antico

Questa sorgente fu già altra volta allacciata. La tradizione di questo fatto condusse alla scoperta di un acquedottino o chiavichetta murata che corre attorno al monte verso la Vigna di San Liberato, e che ora mediante un cavo eseguito sulla medesima per qualche chilometro è del tutto cognita. Quantunque l’acquedottino o chiavichetta antica suddetta sia del tutto diruta ed inservibile , il lavoro di sterro eseguito, può come si vedrà in seguito utilizzarsi per la nuova conduttura.

sorgente del fiora (1)

 

Portata delle sorgenti

Le varie polle e sorgenti sono raccolte e riunite per mezzo di fosso della lunghezza di m. 33.   Furono misurate, facendole versare in un secchio della capacità di litri G.75 e da varie e ripetute esperienze risultò che empivasi in 3.”2/10=, ossia dava litri 3 per 1” pari ad once Paole n° 13 circa.                                                                           

Da informazioni assurte dai contadini e taglialegna in quelle località, mi risulta che la sorgente per qualunque siccità non si rammenta mai scomparsa, però dalla natura della sorgente, formata da stillicidi e filtrazioni attraverso il terreno vulcanico, traversate e raccolte da un banco di tufo più impermeabile e poco profondo, è da ritenersi che la portata di quelle sorgenti abbia una forte oscillazione, e che la portata trovata abbia a diminuire moltissimo.

Resti di acquedotto

Resti di acquedotto

 

Altezze dei livelli

Dalla carta dello Stato Maggiore Italiano rilevasi che il lago di Bracciano ha il livello medio a metri 164 sul mare; che il piazzale di San Liberato trovasi a metri 270, ossia a circa 106 sopra il lago. Dalla livellazione eseguita sul posto, seguendo la linea segnata in pianta ossia nel principio la direzione della massima pendenza del monte, ed in seguito contornando il monte fino a trovare la sorgente risultano le seguenti pendenze.

1° tratto: Dal piazzale di San Liberato alla località destinata per la fabbricazione del Vascone metri 18.619=, nella lunghezza di metri 165, ossia metri 0,112 per metro.

2° tratto: Dal Vascone suddetto alla fine della chiavichetta antica metri 25.230=, nella lunghezza di metri 442, ossia metri 0,57 per metro.

3° tratto: Lungo l’acquedottino o chiavichetta vecchia tra l’estremo suddetto e la sorgente metri 2.095=, in metri 1412.50, ossia metri 0,0014 per metro.

Allacciamento delle sorgenti

Per l’allacciamento delle sorgenti, si propone un piccolo acquedottino come al tipo al quale abbia la parete a monte con varie fessure a finestre per raccogliere le sorgenti e stillicidi vari. Per facilitare lo scolo da queste fessure si propone che all’estremo della parete sia praticato un drenaggio con sassi alla rinfusa poco al di sopra della platea.                                                

Nell’atto dell’esecuzioni potrà osservarsi se è necessario che l’acquedotto di allacciamento debba avere una platea più grossa della progettata per posare sullo strato impermeabile del monte.

Macchia della Fiora

Macchia della Fiora

 

Varie proposte

Vari sono i progetti che si presentano per condurre le acque suddette e che possono riassumersi come segue.

, Acquedottino e chiavichetta murata lungo il cavo eseguito. Conduttura in ghisa dall’estremità della chiavichetta suddetta al Vascone. Conduttura in ghisa dal Vascone al Piazzale di San liberato.

, Seguendo la direzione sopraccennata abolire l’acquedotto in muratura per sostituirlo con conduttura in ghisa.

, Seguendo la linea di minima lunghezza che unisce le sorgenti al Vascone, attraverso la macchia porre una conduttura in ghisa.

Macchia della Fiora e in fondo il Lago

Macchia della Fiora e in fondo il Lago

 

Determinazione dei diametri

Nel 1° caso la chiavichetta si propone come ai tipi uniti per le condutture, poi abbiamo che la conduttura  della prima portata di 3 litri, con la pendenza di 0,057 per metro dovrà avere il diametro di 0.m 06, e per la stessa  portata la conduttura dal Vascone al Piazzale di San Liberato de diametro di metri 0,04=.

Nel 2° caso per la portata di 3 litri con la pendenza di 0,0014 occorre un diametro di 0,125 per il primo tratto, e restano i stessi diametri per i tratti seguenti.                                                                                                                                  

Nel 3° caso finalmente dovendosi portare l’acqua direttamente al Vascone, si ha la pendenza totale di metri 25.230  + 2.095 = 27.325 in una lunghezza che di poco può differire dalla somma delle lunghezze di due tratti, ossia di metri 442+1412.50 = 1854.50, quindi 0,014 per metro e perciò la necessità di una condotta con il diametro di 0,07.

Preventivi

Il preventivo fatto per i vari progetti, dimostra che il più economico è il primo che io credo dover raccomandare, e per l’economia e per la facilità di esecuzione.                                                                                

Difatti nel 2° abbiamo la difficoltà di posa della condotta diametro di 0,125 che non ha che pochi millimetri  a metro di pendenza nella livelletta; nel 3° caso poi abbiamo la difficoltà di tracciare i cavi attraverso la macchia senza produrre danni alle pedagne.                                                                                                                     

Nei preventivi non si è tenuto conto della costruzione di Vasconi fontane etc che si dovrà aggiungere alla somma preventivata. Roma 25 luglio 1885                                                  

L’Ingegnere  T. Sinibaldi

Computo metrico dell'acquedottino

Computo metrico dell’acquedottino

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 2, 2014 da in storia, Uncategorized.
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