Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Il vascello di Paolo Giordano II Orsini, terzo duca di Bracciano

Nella biografia di Paolo Giordano II Orsini, scritta da Carla Benocci, si legge che tra le cause del dissesto economico del Duca ci fu anche “L’incendio di un suo vascello carico di viveri e munizioni nel 1647”.  L’articolo mi ha ricordato un documento che avevo letto in un protocollo notarile, così ho sfogliato il quaderno di appunti assegnato ai notai di Bracciano ed ho ritrovato la nota che menzionava la costruzione di un vascello voluto da Paolo Giordano II Orsini. Vicino alla segnatura avevo scritto: ” è stato anche armatore? ” ed accanto avevo annotato la lettera “F” che mi ricordava l’avvenuta foto del documento. Non so se tra il vascello dell’articolo della Benocci e questo di cui scriverò ci sia una relazione, quel che più importa è aver trovato un altro fatto che ci racconta un’altra storia.

pianta

Paolo Giordano Orsini era nato a Roma nel 1591, figlio di Virginio Orsini secondo duca di Bracciano e di Flavia Damasceni Peretti, morì a Bracciano il 24 marzo 1656, forse di peste. Per la sua biografia rimando a quanto scritto da Carla Benocci, qui aggiungo soltanto che, Paolo Giordano cercò di risolvere le sue deficitarie condizioni economiche, apportando miglioramenti anche nello Stato di  Bracciano e diceva con convinzione che per “l’accrescimento di questa città non si trova né modo né mezzo più sicuro, già accertato, e più certo, perché s’augmenti, e di numero d’habitatori, et di commodità, e facoltà quanto che con l’introdurre nove arti et esercitii di mercantie”. Per realizzare queste sue idee acconsentì a dei privati di avviare nel paese alcune attività innovative. Infatti due imprenditori avevano proposto al Duca di mettere in uso l’uno “l’arte della lana” che prevedeva prima la costruzione di un edificio per istallarvi una “Gualchiera”, un macchinario utilizzato per la manifattura laniera ma anche per la carta, l’altro una “Stufa”, una stanza ad uso di terme-sauna. Queste due attività potevano funzionare con l’energia degli unici due elementi naturali che si trovavano in abbondanza nello Stato, l’acqua e la legna. Di questo parlerò in altro articolo. Ora tornando alla costruzione del vascello, ma forse dei vascelli, come si capisce dal documento che presento, crediamo sia stato un altro modo per risanare le non buone condizioni economiche. Ai nobili di Roma e dello Stato Ecclesiastico non era concesso di esercitare le attività commerciali, tale proibizione fu tolta solo il 15 maggio 1671 con la costituzione emanata da Clemente X, ma il commercio non potevano comunque farlo direttamente. Pertanto considerato che, quando il Duca fece costruire le suddette imbarcazioni vigeva la proibizione di fare commercio,  queste venivano messe a disposizione ovvero date a noleggio ai mercanti e per loro andavano a ritirare le merci in ogni porto. A questo punto faccio un piccolo sunto del documento prima di passare alla sua trascrizione:

Paolo Giordano II Orsini, terzo duca di Bracciano

Paolo Giordano II Orsini, terzo duca di Bracciano

Il duca di Bracciano Paolo Giordano II Orsini incaricò il suo procuratore, Angelo Scalandrini, di far notificare un documento a “perpetuam rei memoriam” e “contra quoscumque” a proposito di un vascello di sua proprietà. Il Signor Angelo Scalandrini, oltre ad essere un ministro del Duca fu anche notaio di Bracciano negli anni 1634-1647 e ricoprì la carica di Depositario per la Comunità di Bracciano tra 1641 e il 1647. Il giorno 16 maggio 1634 Scalandrini, come delegato e curatore degli interessi di Paolo Giordano Orsini, andò a casa del notaio Lazzaro Fochetti che abitava a “Castrum Viani”, Diocesi di Viterbo, oggi Vejano, ed insieme compilarono un documento che doveva provare che il Duca ne era proprietario e nello stesso tempo veniva tutelato contro chiunque e per qualsiasi cosa. Come si può notare dalle carte, prima venne preparata una minuta dove sono scritti i nomi dei testimoni e le domande che gli dovevano esser fatte, poi troviamo una seconda copia dove dalle risposte dei testi, possiamo ricavare la storia di questa imbarcazione.

Castrum Viani

Castrum Viani

Il primo teste ad essere interrogato fu il Capitano Theramo Bianco figlio di Pietro genovese di anni 47 che, come si leggerà, fu un Ministro alle dipendenze del Duca, quindi ben informato sul vascello.

petacchio

Trascrizione:

Super primo articulo dixit: è verissimo come l’Ill.mo Ecc.mo Signor Paolo Giordano secondo, Duca di Bracciano, mi comandò che facessi fabricare un Vascello latino ossia tartana di portata di settecentocinquanta salme in circa si come feci, quale vascello feci fabricare per Mastro Battista Rapallo Genovese, e fu fabricato sopra la spiaggia di Palo, Stato di Bracciano e fu fabricato da dinari per pagar la maestranza, e comprare alberi, antenne, vele, artegliaria, ancore e tutti sartiami, insomma atto a far qualsivoglia viaggio e navigatione, de danari proprji del suddetto Ecc.mo Signor Duca e a tutte sue spese, e le dette cose le so perché sono passate per mia mano li pagamenti di dinari come a loro, come Agente e Ministro del suddetto Ecc.mo Signor Duca.  

Pianta di Palo XVII sec

Pianta di Palo XVII sec

Super 2° articulo dixit: è la verità come il detto Vascello fu messo in mare alli nove di luglio 1629, il qual Vascello fu battezzato e nominato Santa Elisabetta, il quale fu dato a navigare e padroneggiare dal medesimo Ecc.mo Signor Duca e per S.E. da me Capitan Theramo Bianco, testimonio come suo Ministro, a Patron Raffaelo Saldano Maiorchino habitante in Trapani con moglie e figli, il quale Patrone Rafaello non ha alcun interesse ne partecipazione in detto Vascello ma semplice patrone apporticcio a beneplacito di S.E. e le dette cose parimenti le so perchè sono passate per le mie mani.    

Super 3° articulo: è verissimo come il suddetto Patron Raffaello passò da Civitavecchia in Sicilia l’anno 1631, dove noleggiò per Maiorca, e da Maiorca passò in Spagna sino a Lisbona, di dove noleggiò per il Brasile l’anno 1632, e questo lo so per relatione di diversi patroni e marinai che erano in detto Vascello.

        01O

Super 4° articulo dixit: è verissimo come detto Patron Raffaello ha mutato la forma di detto Vascello e di Vascello latino ossia tartana fattolo Vascello quadro in forma di Petaccio, e questo lo so per relatione  di lettera del medesimo Raffaelo.   Super ultimo dixit: è verissimo come tutte le suddette sono vere, pubbliche e notorie, e di esse sono publica voce e fama, in causa scienti aut supra”. petacchio

Lo stesso giorno, sempre in casa del notaio, venne chiamato a deporre il secondo teste, cioè il Mastro Baptista Rapallo figlio del fu Pasqualino genovese di anni 45 che in quanto maestro d’ascia costruì l’imbarcazione.

Trascrizione:

In primo articulo dixit: è la verità come l’anno 1628 fui chiamato dal Signor Capitano Theramo Bianco e quello do ordine dell’Ecc:mo Signor Duca di Bracciamo acciò fabbricassi un Vascello sulla spiaggia di Palo, Stato di Bracciano, e detto Vascello latino ossia tartana di portata di settecentocinquanta salme in circa si come fecie fabricai con altri Maestri, et io e detti maestri siamo stati pagati dal detto Signor Capitano Theramo lui anco Agente del Signor Duca il detto pagamento e danari furono dinari proprji del suddetto Ecc.mo Signor Duca si come anco tutti dinari spesi per mano del suddetto Signor Capitano Theramo per pagar legnami, chiavagine, vele, ancore, sartiami,, antenne, insumma fornito di tutto punto atto a navigare per tutte quattro le parti  del Mondo, e le dette cose le so perché il detto Signor Capitano Theramo giornalmente me lo diceva e pigliava dinari per far detti pagamenti da altri Ministri di S.E. di ordine della medesima Eccellenza, e perché detto Vascello l’ho fabricato Io. 

                      vascello

Super 2° articulo dixit: è vero come detto Vascello fu messo in mare li 9 di luglio 1629 e si battezò e numinò Santa Elisabetta, quale fu dato a navigare e padroneggiare dal medesimo Ecc.mo Signor Duca e per S.E. dal Signor Capitano Theramo Bianco suo Ministro a Patron Raffaelo Saldano Maiorchino habitante in Trapani con moglie e figlioli, ilquale Patrone Raffaelo non ha alcun interesse e partecipazione in detto Vascello ma semplice patrone apporticcio a beneplacito di S.E. e le dette cose le so essendo io sempre stato presente dal principio della fabbricazione fino che fu  consegnato al detto Patron Raffaelo.

Paolo Giordano II Orsini 3° duca di Bracciano

Super 3° articulo dixit: è vero come il suddetto Patron Raffaelo passò da Civitavecchia in Sicilia l’anno del 1631, dove noleggiò per Maiorca, da Maiorca passò in Spagna e in Lisbona, dove noleggiò per il Brasile l’anno 1632, e questo lo so perché il medesmo viaggio andai da Palo, a dove fabricavo altro Vascello per S.E., a Civitavecchia a raccomodare la poppa di detto Vascello dove di là andò in Sicilia e fece li seguenti viaggi, delli quali seppi dal mio Pilotto rivenuto da Lisbona che me lo disse in Genova che haveva noleggiato per il Brasile, che hanno fatto li suddetti viaggi.

Palo, castello Orsini-Odescalchi

Palo, castello Orsini-Odescalchi

Super 4° dixit: né vero come il detto Patron Raffaelo ha mutato la forma di detto Vascello e di Vascello latino ossia tartana fattolo Vascello quadro in forma di Petaccio, questo lo so per molti venuti da Lisbona, oltre a varie lettere del detto Patron Raffaelo, che avvisava i Mercanti che havevano interesse nel carico. Super ultimo dixit: è verissimo come tutte le suddette cose sono vere, publiche e notoriee di esse sono publica voce e fama, in causa scientia ut supra.

Stemma Orsini nella chiesa di Campagnano

Stemma Orsini nella chiesa di Campagnano

Segnatura: Archivio di Stato di Roma, Notai di Bracciano, b.64, notaio Lazzaro Fochetti. La Tartana era un veliero a un solo albero con una grande vela latina e talvolta con un fiocco, mentre il Petaccio o Petacchio aveva una vela quadra.

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Questa voce è stata pubblicata il Maggio 3, 2014 da in Uncategorized.
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