Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Due libri su Virginio Orsini II duca di Bracciano

bracciano corretto

Qualche tempo fa a Bracciano, nella chiesa della Madonna del Riposo, abbiamo assistito, grazie all’associazione “Forum Clodii”, alla bella rappresentazione di “Anima et di corpo” di Emilio de’ Cavalieri; sceneggiatura, regia, musica e recitazione tutto stupendo. La recitazione mi ha fatto venire in mente due libri che vorrei proporre a chi non li ha letti e a tutti coloro che vogliono conoscere gli Orsini di Bracciano, la nobile famiglia vista attraverso la passione per l’arte; ambedue i testi raccontano un momento della vita di Virginio Orsini secondo duca di Bracciano.        

Virginio Orsini 001cor2                                                                                                                                                       

Il tema centrale dei testi è la famosa e deliziosa commedia “ricca di musica e di danze” scritta da W. Shakespeare, “La notte dell’epifania o quel che volete”.  Come è noto, venne commissionata a questo grande autore dalla regina Elisabetta I d’Inghilterra e la sera dell’Epifania venne recitata nella Whitehall di Corte, in onore del suo illustre ospite, Virginio Orsini. Nella Commedia il personaggio centrale, bello, colto e amante della musica si chiama Orsino e rappresenta quello storico del Duca di Bracciano.  

Entrambi i libri ci raccontano del Duca, appassionato di musica, canto e  poesia, e che non a caso fu anche membro dell’Accademia della Crusca. Torquato Tasso lo celebrò come il “valoroso duce…per antica stirpe illustre in guerra, la cui fama risuona oltre l’ultimo Battro e’l mauro Atlante”, dedicandogli anche cinque sonetti epitalamici per le nozze con Flavia Peretti, nipote di Sisto V, nei quali si gioca sulla parola “Rosa”, emblema araldico degli Orsini ;  la passione per la musica gli era stata trasmessa dai genitori.        

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Il padre Paolo Giordano, aveva avuto come insegnanti, prima Giovanni Animuccia e poi il poeta musicista Orazio Prospero.  

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La madre Isabella de’ Medici amava la musica ed ella stessa cantava e suonava molto bene. Come educatore il giovane Virgilio ebbe, non a caso, Emilio de’ Cavalieri e, come i genitori gradivano aiutare gli artisti (Accademia degli Intronati e Pantalone de’ Bisognosi), lui stesso fu protettore di Luca Marenzio e di Giulio Caccini. Anche il figlio, Paolo Giordano terzo duca di Bracciano erediterà la passione per l’arte in genere e per la musica in particolare, nella sua corte passeranno musicisti come Claudio Monteverdi e Gerolamo Frescobaldi, amava collezionare strumenti musicali e ad un organo idraulico dette nome “rosidra” in ricordo della rosa dello stemma di famiglia.    

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In questi libri vengono raccontati gli Orsini non solo come uomini dediti alla politica, alle armi e agli intrighi ma anche come Cortigiani amanti dell’arte.      

Si pensa che W. Shakespeare, quando scrisse questa piacevole commedia, fosse a conoscenza della vita del duca Virginio Orsini e della sua  passione per la musica, tanto che la commedia ha inizio con la bella battuta dell’ Orsino:”se la musica è il nutrimento dell’amore, continuate a sonare”.

Insomma leggeteli, se non li trovate cercateli in qualche biblioteca, ne vale la pena.                                                                                   

Titoli:

libro

Leslie Hotson, La “prima”della dodicesima notte, Riccardo Ricciardi editore Milano-Napoli 1964. Potete trovarlo sicuramente nella biblioteca della G. Treccani.

libro un paladino nei palazzi incantati

Virginio Orsini, Un paladino nei palazzi incantati, Sellerio editore, Palermo 1993. Potete forse ancora trovarlo ordinandolo alla casa editrice.

A questi due vi consiglio di leggere anche il testo di:

Mori E., L’onore perduto di Isabella de’Medici, Milano 2011.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 22, 2013 da in Uncategorized.
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