Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Festa del SS.Salvatore a Galeria.

GALERIA COR

Il 15 di agosto è il giorno dei festeggiamenti della Madonna Assunta e del SSmo Salvatore. Questa festa ricorda quelle che si facevano in epoca romana dette “ Feriae Augusti ” per celebrare il raccolto e in genere i lavori agricoli, infatti in ogni parte dell’impero in onore di Augusto, che le aveva istituite, si organizzavano gare di lotta e corse dei cavalli; invece gli animali di fatica (buoi, somari e muli) venivano inghirlandati e al pari degli uomini dovevano riposarsi.

Complesso della Sala Santa a San Giovanni in Laterano

Complesso della Scala Santa a San Giovanni in Laterano

A Roma, dove sicuramente la figura acheropita (*) del SS. Salvatore che si trova nel Sancta Sanctorum della Scala Santa di San Giovanni in Laterano, veniva portato in processione per “visitare” l’altra immagine acheropita della Divina Madre che si trova nella basilica di Santa Maria Maggiore. Le due Immagini in processione venivano portate dalle rispettive confraternite e quando si incontravano facevano fare alle due figure una sorta d’inchino, infatti in alcune città nella festa dell’Assunta si dice “inchinata”.

Basilaca di Santa maria Maggiore

Basilaca di Santa Maria Maggiore

Nel territorio del lago Sabatino molte sono le cappelle e chiese dedicate al SS. Salvatore. A Trevignano nella odierna chiesa dell’Assunta si trova un’antica tavola del Salvatore che proviene sicuramente dalla chiesa castrale dedicata al Santissimo, descritta nella visita apostolica del 1574, di questa chiesa non si hanno più nè resti nè ricordi. Ad Anguillara come si legge sempre nella Visita Apostolica del 1574 esisteva un’antica chiesa dedicata al SS. Salvatore con relativa confraternita, il Visitatore la descrive come “desolata in omnibus et in omnia”; ne parleranno anche altre visite pastorali successive, ora non esiste più perché forse è stata trasformata in abitazione. Anche Bracciano festeggia il Santissimo Salvatore portando in processione il bellissimo ma travagliato doppio trittico, opera del 1315, dei fratelli Gregorio e Donato d’Arezzo. In questo articolo trascrivo invece i regolamenti della confraternita del SS Salvatore che si trovava nella chiesa di San Nicola di Bari nell’antico Castello di Galeria. Purtroppo la chiesa e tutta Galeria oggi sono solo dei ruderi ricoperti di vegetazione, il castello si vede appena e forse a malapena si vede la nostra chiesa.

Resti della chiesa di San Nicola di Bari

Resti della chiesa di San Nicola di Bari

La decadenza e l’abbandono di questo antico castello degli Orsini ebbe inizio sul finire del XVI secolo a causa della malaria. A questi frequenti fenomeni malarici dovuti essenzialmente al ristagno delle acque del sottostante fiume Arrone cercò di porvi rimedio  il Duca Paolo Giordano Orsini, infatti nel 1583 chiamò l’architetto Ascanio Vitozzi da Bolsena che ne aveva studiato la soluzione, correggendo il tratto iniziale del fiume per eliminare l’impaludamento che si formava nella tenuta di Santa Maria Grande. Il sodalizio tra l’architetto e il duca durò poco a causa delle scarse risorse economiche ed anche per la prematura fine del duca.

Il campanile di San Nicola visto dall'interno

Il campanile di San Nicola visto dall’interno

Così Galeria pian piano moriva, come la dinastia degli Orsini di Bracciano e, nel 1809 cessò di essere abitata.      

TRASCRIZIONE:

Obbligatio, et capitula pro festivitate S.mi Salvatoris  Galeriae die XV Aug.ti: 1715 ind.ne VIII Pont.us S.mi Clementis PP XI anno XV Avanti del R.do Sig D.Gio Domenico Fiocca Arciprete della Venerabile Chiesa Parochiale di S.Nicolò di Bari della terra di Galera et alla presenza di me Notaro e testimonii inscritti convocati et coadunati nella detta venerabile chiesa li particolari et habitanti nella detta terra Diocesi di Porto uno per casa et a foco per trattare, e far celebrare secondo il solito la festività del S.mo Salvatore in detta terra alli 15 di agosto ogni anno perpetuamente. Cioè il signor Giò. Oliveti in assenza e come figlio e provveditore in questa parte del Signor Filippo Oliveti è con promessa di Rato (*) .                                                  

Li Signori Gioseppe Pezzola = Giò.Catacci = Nonnoso Caserta = Giò.Martella = Pasquale Foltrani = detto Signor Giò.Oliveti come provveditore e con promessa di Rato=Domenico del q.Giuseppe = Bernardo di Giuseppe Barabuschi = Giuseppe Rosati = Giò.Santini =Sebastiano Jannicari = Tomaso del q.Innocenzo de Sanctis benché assente per lui e con promessa di rato = Giovanni Testa = Gioseppe Palliotti = Pasqua Carretti = quali tutti come sopra coadunati stabilirono risolvendo di fare ogni anno perpetuamente. La detta festività del S.mo Salvatore con l’inscritti patti, conventioni, capitoli, ed oblighi, cioè:  

Che nel giorno della festa quindici agosto dopo il Vespero si debbano fare li bollettini con tutti li suddetti nomi et imbossolarli et estrarre a sorte due signori che debbano fare detta festa per l’anno venturo, et unitamente, et ugualmente, et in solido debbano esigere da ciascheduno una quarta (*) di grano o somma di denaro rispettivamente secondo il loro obligo come appresso si dirà, al primo di Agosto ogni anno a li quindici deve  fare la festa solita con le Pifare (*) e due Pali (*), cioè uno per la lotta e l’altro per la corsa dei cavalli e barbari, e fare officiare la chiesa e celebrare quella quantità di messe che parerà alli sudetti signori estratti.

Che alli sacerdoti invitati siano obligati li signori sudetti dare per elemosine della Santa Messa, giulij quattro per ciascuno, oppure tre giulij , et il Pranzo ad volontà di detti Signori; con questo però che li sacerdoti invitati debbino oltre la messa assistere anco le funzioni della mattina, come altrimenti,perché così.  

Che li Signori pro tempore siano obligati invitare,dare il pranzo a tutti gli imbossolati e che pagano la quarta del grano e in caso non li invitassero siano tenuti restituire la quarta di grano a quello, quelli che non saranno stati invitati, perché così.   Che tutti li sopranominati, o altri che si vorranno imbossolare per lì avvenire in qualsivoglia tempo siano tenuti consegnare alli Signori estratti una quarta di grano, o danaro[…] ogni anno al primo di Agosto […].        

Porta d'accesso a Galeria

Porta d’accesso a Galeria

Questi capitoli, et oblighi e tutte singole cose sottoespresse furono lette a tutti li sudetti e dai medesimi bene intese unitamente, l’approvarono e spontaneamente e in ogni altro miglior modo promisero e si obligarono e ciascheduno di loro promise e si obligò osservare ad […] li sudetti capitoli et oblighi, e specialmente consegnare ogni anno il primo di Agosto alli Signori estratti per detto anno una quarta di grano buono e recipiente e di buona qualità e ben concio, eccettuato che detto Giovanni Testa e Giuseppe Paliotti si obligarono dare, e pagare solo giulij tre ciascheduno ogni anno e Pasqua Carretti giulij cinque di moneta liberamente.In fede.

Seguono varie disposizioni e il giuramento. L’atto viene stipulato e firmato nella chiesa di San Nicola di Bari a Galeria, davanti al notaio Marco Timoteo Ralli e alla presenza dei testimoni: Giovanni Cagnacci del fu Nicola di Oriolo e Domenico Ricci  figlio del fu Augustino Romano.                                  

Sempre nello stesso protocollo viene stilato un’altro atto, datato 15 agosto 1717, con il quale si aggiungono altri confratelli, cioè:   Pasquale Germani figlio del fu Giovanni di Isola Farnese, Diocesi di Porto, Valentino Molara figlio del fu Pietro di Villuard dello stato di Venezia e Giovanni Bernardo Morroni figlio di Marco e Geronimo Oliveti figlio del fu Filippo ambedue di Galeria. Come testimone, sempre nella chiesa di San Nicola di Bari di Galeria troviamo Don Pietro Paolo Nardini figlio di Panfilio di Bracciano.

Resti del castello di Galeria

Resti del castello di Galeria

(*) Acheropita: non fatta da mano umana.                                      

Rato: conferma.                                                                                      

Quarta: è la misura di grano contenuta nel paniere del seminatore, Kg.12.                                                                                  

Pifare: Tipo di flauto a becco, strumento musicale della tradizione italiana,impiegato per accompagnare danze popolari e bande.                                                                                                        

Palio: Drappi preziosi che venivano assegnati come premio ai vincitori di gare o competizioni tradizionali.  

Segnatura del documento: ASR, notai di Bracciano, b.164 (1705-1721), Notaio Marco Timoteo Ralli, pp.440 d-v e 451 d-v.

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 20, 2013 da in Uncategorized.
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