Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Cronaca del terremoto che colpì Roma nel 1703

Ho avuto il privilegio di trovare un manoscritto dentro un antico libro, era piegato e fungeva da segnalibro. La mia curiosità mi ha spinto ad aprirlo, e ho constatato che il documento era scritto su sei facciate, tre fogli, una scrittura corsiva veloce, ma abbastanza facile a leggersi, purtroppo mancante di altre pagine. L’argomento è la cronaca del terremoto che colpì Roma nel 1703. Dalle ricerche fatte mi risulta che il cronista ci da notizie già conosciute però alcune sono  inedite come il ferimento di Don Livio Odescalchi duca di Ceri e Bracciano, calpestato dalla folla terrorizzata da una scossa di terremoto più violenta delle altre.

IMGP6434

Trascrizione:

Memoria fatta da me Francesco Torre romano.

Roma di 14 gennaro: 1703 giorno di domenica circa un hora 1/2 di notte fù il terremoto sensibilissimo e durò lo spazio di mezzo miserere , ruppe nella sala del Campidoglio 3 grosse catene di ferro, che fecero gran botto; obbligando il Signor Marchese Riario Senatore di Roma fuggirsene in Aracoeli.

IMGP6437

Alle 5 della notte replicò; ma più leggiermente, ed alle 13 del lunedì, similmente giorno de 15 del mese.

Alli 16 a hore 14 1/2 in circa replicò ed alle 21 1/4 in circa replicò, stando in studio con quattro persone, et alla Curia di Monte Citorio fugirono dall’Udienza e Nostro Signore che andava a San Giovanni Laterano a far la Scala Santa si fermò al Macello de’ Corvi per haver ivi sentito con modo più sensibile il Popolo che gridava.

IMGP6438

Ogni giorno, et ogni notte, in diversi tempi, et hore si è sentito, più, e meno leggiero, sempre però senza alcun danno.

Il giorno della Purificazione della Santissima Vergine alli 2 febraro mentre il Popolo stava tutto diviso in diverse chiese di Roma alle Missioni, e Messe , alle hore 18 1/2 venne una scossa si gagliarda, che se vidde ogni edificio, si di Basilica, come di Palazzo, haver la sua visibile vertigine, chi si trovò a San Pietro in Cappella, vidde con stupore, vacillar quella, ed in un tempo stesso le grida, ed insieme scorsi, il Popolo più minuto, con qualche prelato alla fuga; che al certo haverebbe seguitato il medesimo: impulso timoroso, anche i piancti di medesima grandezza; se il motore visibile non le avesse suggerito, quello far dovevano. Stava la Santità Sua in piedi dicendo le orazioni, doppo le litanie dalla Medesima Santità ordinate; da alcun tempo, per placare l’ira di Dio, giustamente sdegnata contro il mondo tutto, e giunto alla metà di quelle; venne la fiera scossa; subito fece al Sagro Collegio ed altri ordini inferiori un picciolo segno con la mano, e poi egli gettossi genuflesso, ove stava con il seguito sopradetto finchè fu terminato; alzatosi poscia se ne andò in San Pietro, nonostante il sentimento contrario del Maestro de Cerimonie
ponnieno, che di un Penitenziere, quale incontratolo, ad alta voce li disse, non essere conveniente che la Santità Sua si esponesse ad un pericolo, stante le aperture fatte in detta Basilica. Con Santa confidenza, tutto dissimulò, e volle essere a rendere gratie al Signore Iddio e Santissimi Apostoli. Chi era sulla Piazza asserisce aver veduto crollare la statua del Salvatore, che sta in atto di benedire sopra la facciata tra gli Apostoli.

Il Capitolo di San Giovanni in Laterano fugì in strada per vedere il colonnato di questa Basilica cadente.

A San Paolo cadde qualche pezzo di musaico della Tribuna ed in Trono molto nel Dormitorio de Monaci.

Giovanni Battista Falda: View of Santa Maria i...

Giovanni Battista Falda: View of Santa Maria in Trastevere, Rome (end of 17th century) (Photo credit: Wikipedia)

A Santa Maria in Trastevere dove io mi trovavo fu così grande, e non meno le grida di tutti, che stavano a sentire la Missione, che faceva il Prete Tomassini da [ Comp… ] sopra la gratia Santificante e postosi ad una precipitosa fuga verso la porta maggiore, che apertola ad un tratto, provavano a porsi in salvo, chi cadde da una parte; chi si rovesciava sopra li banchi, chi lasciava il cappello, chi la paruca, chi il ferraiolo, le donne minute in pianti e urli, le più civili spaventate fuggivano, le donne all’istesso modo errando per la chiesa tutte in svenimenti. Il Predicatore medesimo di ogni altro fuggì. Insomma un chaos di confusioni. Il medesimo successe nel Giesù, in Sant’Agostino, San Carlo a Catinari in Campitelli, ed in tutte le altre chiese, tra la violenza della fuga molti caddero come in Santa Maria in Trastevere il Principe Don Livio Odescalchi e molti altri caduti, li montarono adosso, chi sotto le gambe, chi malamente feriti, e chi dallo spavento morse e ciò in donne, chi impazzito, come un figliolo di un tedesco sellaro alla Madonna de Monti.IMGP6435

Il sabbato poi circa le 8 hore successe un fatto il più strepitoso che mai si sia stato; e fu una voce di persone, che per tutta Roma andavano gridando, e bussando a casa per casa, che se uscisse fuori, de ordine del Papa, perchè doveva fra le 9 e le 10 hore venire il terremoto, che haverebbe sobbissato Roma. Fece tale impressione questa voce che aggiunto allo spavento del giorno antecedente, pochi furono quelli che la disprezzarono; onde dalli più nobili, sino alli più plebei tutti uscirono, , chi a Termine chi a San Pietro, dove erano più di 60 persone, chi in Campo Vaccino, chi malamente vestiti, chi nudi, con un lenzuolo attorno, e fin con le culle con li bambini, essendo una notte assai riggida per il che molti di questi perirono, chi in sino alle madri, chi nelle braccia del Padre. Molte donne partorirono, e molte se ne sconciarono, e dell’una, e dell’altra ne morirono. Avvisato di ciò l’Illustrissimo Don Oratio Albani fratello di Sua Santità subito si portò a Palazzo, e partecipato il tutto all’Eminenza Paolucci Signor Legato di Stato, quale salito al […] di Nostro Signore, che inteso il rumore delle guardie, subbito domandò, che vi era di nuovo, a che rispose Sua Eccellenza, niente Beatissimo Padre,

IMGP6436

solo sono qui a parteciparle una voce che corre per Roma, di ordine di Vostra Beatitudine, che tutti eschino di casa per l’imminente terremoto che fra le 9 e le 10 hore deve venire. Il Santo Pastore, si fece dare da vestire, ed esclamando disse: ancor questo; subbito fu ordinato a tutte le guardie, tanto del suo corpo, di cavalleggeri, di corazze e milizia a piedi, sbirreria che tutti di Suo Ordine, dicesse al Popolo tornasse alle proprie case e non temesse, essendo questa opera de furbi. Sedato questo tumulto, e conoscendo Sua Santità essere necessario di continovare le pubbliche orazioni, ha prorogato per tutto li 11 febraro, non solo le Missioni ma anche il Giubileo per chi con maggior dispositione vuole aquistarlo, con il solito digiuno di 3 giorni e mercordì 7 febraro Sua Santità si portò alla Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove disse messa, e poi preceduto da tutto il clero Secolare, e Regolare si portò da questa alla Basilica Vaticana a piedi, seguitato dal Sagro Collegio e Prelatura, con il seguito di tutta la Città, e presoli una buona pioggia a Porta Settigniana l’accompagnò per un gran tratto di strada.

Livio I Odescalchi duca di Bracciano e Ceri

Livio I Odescalchi duca di Bracciano e Ceri

Ha inoltre ordinato che per tutto questo tempo si tenghino aperte diverse chiese principali: dedicate alla Santissima Vergine, e li Santissimi Crocifissi di San Paolo, San Marcello…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il Maggio 20, 2013 da in Uncategorized.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: