Augusto Santocchi

Ascoltare il passato con gli occhi

Fiorina, la Ninfa del lago Sabatino

Questo racconto è nato anni or sono quando intrapresi una ricerca sulle acque nel territorio del Lago Sabatino. Lo studio, attraverso documenti storici d’archivio e fotografie lo misi in mostra con una serie di pannelli,  dandogli il titolo de’ “I luoghi dell’acqua nel territorio di Bracciano“, con questi ho raccontato e illustrato la storia dei tre acquedotti che furono costruiti in questo territorio: il Traiano, Il Traiano-Paolo e l’Odescalchi. Mentre me ne andavo solo soletto tra fossi e boschi, nell’interno dei Monti Sabatini a fotografare sorgenti, fontane, fontanelle, fontanili e antiche strutture murarie di acquedotti, sentivo accanto a me una presenza che allegramente mi accompagnava, e mi incoraggiava nei momenti di fatica e di sconforto. Dopo la presentazione di questa ricerca, ripensando a quelle sensazioni ho immaginato che quella presenza fosse una ninfa chiamata  Fiorina la quale incontrò  Frontino,  storico  “Curator aquarum”, che si trovava in quel territorio alla ricerca delle sorgenti che dovevano alimentare l’acquedotto Traiano. Certo è un racconto di fantasia e poca storia ma… se invece fu proprio Frontino a scoprire la famosa sorgente della Fiora? Questa  si trova tra i boschi di Bracciano e Manziana, considerata Sacra dagli etruschi, i romani captarono le sue acque per alimentare l’acquedotto di Traiano. Quando arrivarono i primi cristiani divenne un loro luogo di culto dedicato alla Madonna (simbolo acqua-purezza), poi sulla  grotta fu costruita la chiesa di Santa Maria della Fiora; oggi è di nuovo una grotta abbandonata e lasciata nel degrado.

Il ritorno della Ninfa Fiorina

Ho percorso spesso il Fosso di Boccalupo alla ricerca delle strutture dell’acquedotto Traiano- Paolo. Durante queste visite, più volte ho notato che il condotto tra il bottino del Micciaro e l’Arco del Ciurlo era rotto, e sempre allo stesso punto; eppure lo avevo visto riparato altrettante volte!

Fosso di Boccalupo

Fosso di Boccalupo

Qualche tempo fa ci sono ritornato e l’acqua sgorgava così copiosa da formare un ruscello abbondante, tanto da ostacolarmi il cammino. Per un certo verso, questo fatto mi procurò piacere perchè vedevo e sentivo quell’elemento, ora libero, scendere limpido e rumoroso verso il fosso e proseguire per ricongiungersi al Lago Sabatino. Restai per un pò sul posto ameno e, fissato lo sguardo allo scorrere veloce dell’acqua sui selci neri , il pensiero, come per purificarsi, fece un tuffo e s’immerse nel mondo mitico romano e vide le Ninfe che delle sorgenti, delle fonti, dei ruscelli, dei fiumi e laghi sono le vigili custodi, onorate con doni di frutta, fiori, latte e miele.

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Riprendendo il cammino mi chiedevo: oggi che fine hanno fatto le ninfe? Eppure in questo territorio, tanto ricco di acque, dovevano essercene state tante! Perchè abbiamo dimenticato i loro nomi? Forse una di loro è ritornata? Ha risalito le vene sotterranee e difronte al muro, lo ha aperto, liberando se stessa e l’acqua, per ritornare nuovamente a divertirsi allegramente tra tanti zampilli, chissà…!! Mi ritornò in mente una frase di Teofrasto: “nulla è stato creato privo di mistero”.

bracciano ponte acquedotto grotte renara0cor

Qualche giorno dopo, venni a sapere che lungo il Fosso di Boccalupo, tra la macchia di Pettinicchia e monte Perpignano, a volte, nella notte appare una chiara figura di donna che allegramente danza e saltella dal rivo alle alte fronde delle piante.

Forse era il segnale che aspettavo! Ora sapevo che c’era e potevo incontrarla; ricordai che una volta in un punto del fosso, dove sostai, avvilito dalla fatica e dal caldo, sentii una strana, fresca e lieve carezza che mi confortò.

Grotta Renara

Grotta Renara

Ritornatoci di buon mattino, passando dall‘Arco del Ciurlo, discesi il fosso verso il lago e mi fermai a metà distanza, tra il Ponte di Pettinicchia e quello di Grotta Renara; qui le pareti del fosso sono alte, da quella di destra, più o meno sotto Pisciarelli, scende una cascatella fragorosa, e alla sua sinistra sta una piccola grotta.

Cascata sotto Pisciarelli

Cascata sotto Pisciarelli

La cascata, il fresco, la folta vegetazione e l’acqua che scorrendo tra tante selci laviche produce le sue melodie, ti fa sentire in un posto magico e incantevole. Guardai verso la grotta e chiamai: Fiorina, Fiorina, ninfa Fiorina, so che ci sei, mostrati! Dopo qualche richiamo, le foglie di un’umida siepe, che sta davanti alla grotta, si mossero e percepii la sua presenza. Una voce dolcissima mi chiese come sapessi il suo nome e se lo avessi trovato negli scritti di Giulio. Non compresi subito, ma poi ricordai che questo non poteva che essere Sesto Giulio Frontino, famoso autore latino del famoso trattato sulle acque. Risposi che di Frontino, purtroppo, ci erano pervenuti solo due scritti e in questi non si è trovato il nome di Florina. Le spiegai che quel nome lo avevo immaginato ricollegandolo all’antico Luogo Sacro e di culto, frequentato dagli etruschi, dai romani e dai cristiani, che è la grotta dove nasce la sorgente della Fiora. Mi disse che mi aveva notato altre volte, e che mi stava parlando solo perchè apprezzava il modo rispettoso con il quale indagavo nei suoi luoghi e sul suo elemento. Fu contenta e iniziò a raccontarmi la sua storia.

Chiesa rupestre della Madonna della Fiora

Chiesa rupestre della Madonna della Fiora

Un tempo, in quei luoghi, circondati da un manto boschivo fittissimo, lei e gli altri esseri elementali avevano dato i loro nomi alle numerose sorgenti. In una caverna, nascosta tra “platani e agnocasti dal profumo intenso“, sgorgava la sorgente più pura ed abbondante, questa la dedicarono a Flora, e Florina ne fu eletta, custode. Ogni giorno, le Ninfe si radunavano nel boschetto davanti alla sacra grotta e poi, insieme, andavano danzando e cantando a rincorrere le api e le farfalle. Queste gli indicavano i fiori più dolci e profumati, loro li raccoglievano gioiose, poi li posavano sull’acqua dei fossi e questa li portava a profumare e colorire il lago.

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Le Ninfe, la sera quando arrivavano le lucciole, facevano con loro giochi spettacolari; ognuna nella propria sorgente ne radunava tantissime, quindi tutte insieme si gettavano nel torrente, facendosi seguire da queste, così nel buio del bosco creavano lunghe scie scintillanti. Quando la luna e le stelle sono più grandi e luminose, le Ninfe aspettano che queste si specchino nel lago, poi danzando gli saltellano su, quindi si tuffano dentro la luna come in un pozzo lucente e nuotano fino in fondo per incontrare le loro sorelle, le sorgenti che nascono nelle profondità nel lago. Continuò raccontandomi degli uomini che entravano nei loro boschi alla ricerca di acque termali per curarsi i malanni dell’età e le ferite della guerra e furono proprio loro che iniziarono a venerarla lasciandogli doni di ogni genere.

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Un giorno arrivò l’uomo che aspettava, questo, seguendo il corso del torrente della Fiora, arrivò nella grotta sacra. Con la lanterna entrò nell’antro risalendo il corso della sorgente, giunto dove aveva il suo nascere, si fermò incantato ad ascoltare nel silenzio la voce dell’acqua. Gli venne spontaneo invocare la Ninfa;  ma Florina prima di materializzarsi lo fece aspettare un giorno intero come per purificarlo, poi si fece vedere e lo interrogò.

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Il suo nome era Sesto Giulio Frontino, “curator aquarum“di Roma, si trovava là perchè l’imperatore Traiano deciso a costruire l’ennesimo acquedotto, per la sua gloria e l’Urbe, lo aveva incaricato di cercare le sorgenti più pure e perenni, utili allo scopo. Qui Fiorina interruppe la storia, e con voce triste, mi disse che il ricordo di quel tempo felice le stava causando tanto dolore e quindi preferiva rimandare il racconto. Capii che dovevo ritornare! Vado spesso in quel luogo e aspetto, capisco che il suo tempo non è come il mio ma sono certo ritornerà a parlarmi. Alla prossima puntata. P.S.: I nomi delle località, dei ponti, delle sorgenti sono reali anche se per molti a Bracciano dimenticati. “Ci sono poeti che hanno detto esser la vita degli uomini l’ombra di un sogno e vi sono filosofi che hanno suggerito che la realtà tutta è allucinazione”. (G.Papini, l’ultima visita del gentiluomo malato).

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Foto rivisitata di Pilar Castel ( … e la luna e le stelle continuano a specchiarsi nel lago).

Bibliografia:

P.Pizzarri, Liber de Nimphis di Teofrasto Bombasto Paracelso, Milano 1992.

I.Calvino, Le città invisibili, Milano 2002.

Porfirio, L’antro delle ninfe, Milano 1986.

Santocchi A., I luoghi dell’acqua nel territorio di Bracciano, Quaderno n° 14 della Forum Clodii.

3 commenti su “Fiorina, la Ninfa del lago Sabatino

  1. Loredana
    dicembre 25, 2013

    Bellissimo…molto interessante…l

  2. Fabrizio Chirico
    Maggio 29, 2014

    Quando ero bambino mio nonno mi portava spesso a visitare gli archi di Boccalupo, il ponte di Pettinicchia e Grotte Renara. Non aveva nozioni storiche da darmi ma mi raccontava suggestive storie popolari e contadine di streghe e spiriti che abitavano quei luoghi incantati. Fu durante una di quelle escursioni che ebbi l’impressione di vedere una fugace figura di donna….ora so chi era! Complimenti Augusto, bellissimo racconto.

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Questa voce è stata pubblicata il Maggio 5, 2013 da in Uncategorized.

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